Quirinale, il totonomi: ecco i 16 candidati per il Colle

Sabato 22 Gennaio 2022 di Mario Ajello
Quirinale, il toto nomi: ecco i 16 candidati per il Colle

Per lunedì 24 gennaio il presidente della Camera Roberto Fico ha convocato il Parlamento con la partecipazione dei delegati regionali. All'orizzonte, ormai prossimo, c'è l'elezione del nuovo presidente della Repubblica, sul cui nome però regna ancora l'incertezza. Difficile che il presidente venga eletto al primo scrutinio, che richiede il consenso di almeno 673 elettori su un totale di 1.009. Tuttavia le Camere, potenzialmente, hanno tutto il tempo di eleggere il nuovo inquilino del Colle prima del 3 febbraio - data di scadenza del mandato di capo dello Stato di Sergio Mattarella - per evitare un possibile vuoto di potere. Dunque, donna o uomo, politico o tecnico, leader di parte o figura trasversale? Un outsider o un esperto del Palazzo e delle trattative tra i partiti? Ecco gli identikit delle personalità più accreditate per la corsa alla Presidenza della Repubblica.

 

MARIO DRAGHI

NATO
3 settembre 1947
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Economia
CURRICULUM
Economista, accademico, banchiere. Ha presieduto la Bce ed è presidente del Consiglio in carica

Da palazzo Chigi al Colle: i timori dell’Europa

Al Colle, a Chigi e né lì né qui. Si gioca la tripla Mario Draghi. Aveva già praticamente il Quirinale in tasca, se non fosse diventato premier ma questa carica potrebbe essere una parentesi, per riprendere il cammino a cui era destinato, ovvero a succedere a Mattarella come «nonno al servizio delle istituzioni». Di lui si dice: vuole molto il Colle, nessuno ce lo vuole mandare e probabilmente ci andrà. L’Europa segue con interesse (e apprensione).

 

SILVIO BERLUSCONI

NATO
29 settembre 1936
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Giurisprudenza
CURRICULUM
Imprenditore. Ha fondato il movimento Forza Italia. Quattro volte presidente del Consiglio

Si vede predestinato. Ma intanto scatena la caccia ai voti

Non vede altri giganti tranne se stesso e nello scetticismo dei più - mai guai a sottovalutare Zio Silvio - si è gettato anima e corpo nella missione non impossibile. Perché la sua candidatura ha una base di partenza ampia, i 451 grandi elettori del centrodestra e la sessantina che mancano dipendono dalla pesca tra i peones. Il format che ha scelto per la sua ultima impresa è quello del «pacificatore», del patriota modello discorso di Onna: io divisivo? Ma se mi vogliono tutti bene!

 

SERGIO MATTARELLA

NATO
23 luglio 1941
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Giurisprudenza
CURRICULUM
Giurista, accademico e uomo politico cristiano democratico. E’ Capo dello Stato uscente

I partiti (deboli) potrebbero costringerlo al bis

Ha detto in tutti i modi di non volere, per motivi di fedeltà alla Costituzione, il bis. Ma l’incartamento dei partiti, la qualità della sua presidenza che è stata equilibrata, il gradimento pop che vanta nel Paese, hanno rimesso in campo - suo malgrado - Mattarella. Gran parte della sinistra sogna di rivederlo sul Colle, idem molti suoi amici, mentre la destra è più tiepida. L’aggravarsi dell’emergenza Covid potrebbe far ripetere il coro andato in scena alla prima della Scala: «Bis, bis!».

 

PAOLA SEVERINO

NATA
22 ottobre 1948
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Giurisprudenza
CURRICULUM
Avvocata e accademica. E’ stata ministra della Giustizia, prima donna a ricoprire questa carica

La competenza che va oltre le ideologie

È donna, il che è un requisito importante. Ma conta ancora di più il fatto che è un avvocato di fama e uno dei simboli di qualità della società delle professioni e del mondo accademico che, in una fase di crisi della politica, possono diventare punto di riferimento di un Paese. Da ministro della Giustizia ha ben meritato e la sua non appartenenza ad alcuna delle forze in campo le dà un prezioso appeal trasversale all’insegna dell’anti-ideologia.

 

DARIO FRANCESCHINI

NATO
19 ottobre 1958
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Giurisprudenza
CURRICULUM
Avvocato, scrittore e uomo politico. E’ stato, tra l’altro, segretario del Pd. E’ ministro della Cultura

La sua regola: mai candidarsi solo così si vince

Si narra che stia studiando da tempo per il colpo grosso, ma lui dice: «Non dite scemenze». Minimizzare è la prima regola di chi aspira al Colle. E non candidarsi, ma farsi candidare all’ultimissimo istante, è la seconda regola. E dunque Dario sta usando una tattica da manuale per arrivare dove molti lo vedono come un topo nel formaggio e come il vero continuatore di Mattarella sia per amicizie nel palazzo presidenziale sia per impostazione politico-culturale.

 

GIULIANO AMATO

NATO
13 maggio 1938
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Giurisprudenza
CURRICULUM
Giurista, accademico e uomo politico socialista. E’ stato premier due volte. Oggi giudice alla Consulta

Il laico che ora piace soprattutto alla sinistra

Non lo aiuta l’anagrafe: ha 83 anni. E neppure lo facilitano gli sponsor che sono D’Alema e la sinistra-sinistra del Pd. Salvini dice di lui: «E’ di sinistra e non esiste proprio». Mentre Berlusconi ha già dato. Celebre il siparietto del 1999. Il Cavaliere e D’Alema vogliono la vicendevole conferma del proprio patto: «Allora siamo d’accordo su Amato al Colle?». Ma certo che lo erano, se non fosse che Veltroni tirò fuori il nome di Ciampi e vinse. Ora la rivincita del Dottor Sottile sembra complicata.

 

MARIA ELISABETTA ALBERTI CASELLATI

NATA
12 agosto 1946
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Giurisprudenza
CURRICULUM
Avvocata e politica di FI. E’ stata membro del Csm. Attualmente è presidente del Senato

La tela bipartisan e il sostegno del Cavaliere

Più che altro, la Casellati organizza cene bipartisan. Nelle quali non parla della sua aspirazione quirinalizia ma è naturale - visto il ruolo istituzionale, quello di presidente del Senato - che il desiderio di fare il grande passo ci sia. Berlusconi, nel caso vedesse sfumare la propria candidatura, è su lei che potrebbe puntare nella speranza di essere poi nominato senatore a vita. Il punto debole della Casellati è che a sinistra proprio non piace.

 

LETIZIA MORATTI

NATA
26 novembre 1949
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Scienze politiche
CURRICULUM
Dirigente d’azienda e politica di centrodestra, è stata tra l’altro sindaca di Milano e ministra

La carta della destra tra papà partigiano e volontariato

Donna Letizia sarebbe, secondo chi lo conosce bene, la vera carta a sorpresa di Salvini. Condivisa con Meloni e guai a dimenticare il pranzo tra Giorgia e la Moratti dove non è vero che non parlarono di Colle. Questa è la classica figura di centrodestra, ma non partitica, su cui si spera di avere qualche consenso proveniente da fuori. L’impegno nel volontariato, non solo San Patrignano, può giovarle così come, agli occhi della sinistra, aver avuto un papà partigiano.

 

ELISABETTA BELLONI

NATA
1 settembre 1958
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Scienze politiche
CURRICULUM
Dopo una lunga carriera diplomatica dal 2021 è capo del dipartimento che coordina i servizi segreti italiani

La diplomatica “iper draghiana” fuori dagli schemi

Draghista, iper-draghiana. Quando il premier l’ha chiamata a dirigere il comparto dell’Intelligence tutti a dire: la Belloni è il modello di donna delle istituzioni che piace a Draghi. Ma non solo a lui. Il cliché italiano del potere che appare tale solo se esibito trova una netta smentita nella ex segretaria generale della Farnesina. Se dovesse fare il grande salto, sarebbe il primo caso di numero uno degli 007 a salire sulla più alta poltrona del Colle. 

 

FRANCO FRATTINI

NATO
14 marzo 1957
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Giurisprudenza
CURRICULUM
Magistrato, più volte ministro nei governi Berlusconi. E’ presidente del Consiglio di Stato

Il civil servant prestato alla politica (di centrodestra)

È appena diventato presidente del Consiglio di Stato e la sua nomina viene festeggiata nel centrodestra. L’ex ministro è un tipo equilibrato, dialogante, garbato. Alle brutte potrebbe non trovare le barricate da parte della sinistra e di una parte dei 5Stelle. Una vita nelle istituzioni, sempre con il tratto da forever young, ma ormai è poco conosciuto a livello parlamentare- Frattini chi? – e questo non lo aiuta né bastano a rafforzarlo i buoni rapporti personali con Berlusconi.

 

PAOLO GENTILONI

NATO
22 novembre 1954
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Scienze politiche
CURRICULUM
Giornalista e uomo politico. Tra i fondatori del Pd. E’ stato premier e ministro. Commissario Ue

Standing europeo per il dem stimato anche dai forzisti

Non c’entra il fatto che la sua abitazione è a due passi dal Quirinale e a Gentiloni basterebbe attraversare la strada per diventare presidente. C’entrano invece altri particolari: l’ex premier e commissario Ue (incarnazione del modello Ursula) ha lo standing giusto per salire sul Colle, è un dem che piace a Renzi e non dispiace a molti berlusconiani. Ha quell’aria di uno che non aspira mai a niente che è la prima caratteristica per arrivare dappertutto.

 

PIER FERDINANDO CASINI

NATO
3 dicembre 1955
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Giurisprudenza
CURRICULUM
Uomo politico cristiano democratico, in Parlamento dal 1983, già presidente della Camera

La forza moderata dell’esperienza istituzionale

Se si apre la rumba, come la chiama lui, dopo le prime votazioni Casini potrebbe danzare «a piedi nudi sui carboni ardenti» (cit. Franco Battiato). Conosce ogni angolo e ogni persona, fino all’ultimo inserviente, nel Palazzo. Ha il curriculum giusto (ex presidente della Camera) e amici a destra, al centro e a sinistra e per tutti è Pier. Forse nessuno come lui, che è lì da 1983, dai tempi di Falcao e Bruno Conti, rappresenta la continuità delle Repubbliche e simboleggia la democrazia parlamentare.

 

MARTA CARTABIA

NATA
14 maggio 1963
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Giurisprudenza
CURRICULUM
Costituzionalista, giurista, accademica. Ministro della Giustizia. E’ stata presidente della Consulta

La giurista “scoperta” dalla politica

«Certo che ci punta proprio al Quirinale...». Questi i commenti dei presenti, a dicembre, quando la Cartabia alla festa di Atreju ha sfoggiato tutta la sua smaliziatezza politica, che non le si conosceva, carezzando da ministra in carica, le ragioni di chi (FdI) sta all’opposizione. Ex giudice costituzionale, garantista, cattolica e tutt’altro che algida (a molti è capitato di sentirle dire: «Piacere, sono Marta, dammi pure del tu»). Sulla carta, non le manca niente.

 

GIANNI LETTA

NATO
15 aprile 1935
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Giurisprudenza
CURRICULUM
Giornalista e uomo politico. Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Berlusconi

Il volto dialogante (e rassicurante) del berlusconismo

Se il Pd potesse dirlo apertamente direbbe (almeno i più): Gianni Letta for President. Non perché egli sia lo zio di Enrico. Ma perché negli anni del berlusconismo ruggente ha sempre rappresentato la prudenza istituzionale e il volto dialogante e di garanzia nei confronti del centrosinistra. Sbagliano quelli che dicono che Letta stia lavorando per sé sul Colle o che possa tradire Berlusconi. Ne sottovalutano il profilo che però, al di là delle ambizioni, è naturaliter quirinalizio.

 

SABINO CASSESE

NATO
20 ottobre 1935
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Giurisprudenza
CURRICULUM
Giurista e accademico, amministrativista, è stato giudice della Corte costituzionale

Il gran giurista che ha fatto sapere: «non direbbe no»

La sua linea è: «Il Colle? Non ci si candida e non si rifuta». In ogni caso, l’anagrafe non aiuta il prof Cassese (86 anni ma ben portati) mentre il curriculum è di quelli da gran giurista e da tipico esemplare delle élites quando l’Italia ne aveva molto di più di adesso. E’ infaticabile negli interventi pubblici ma proprio le continue critiche a Conte da premier e al dilettantismo grillesco lo rendono inviso a quella parte politica e il Pd difficilmente sul nome di Cassese strapperebbe con M5S.

 

MARCELLO PERA

NATO
28 gennaio 1943
TITOLO DI STUDIO
Laurea in Filosofia
CURRICULUM
Filosofo, accademico e politico eletto con Forza Italia. E’ stato presidente del Senato

Il filosofo che fa del garantismo una bandiera

«Ed è subito pera», si potrebbe ironizzare storpiando il celebre verso di Quasimodo. Lui, l’ex presidente del Senato, sarebbe il primo filosofo al Quirinale. Ma soprattutto, Pera - che viene da sinistra - rappresenta forse più di altri una scelta culturalmente di centrodestra per il Colle più alto. Si vanta di non appartenere al mainstream e non ha mai fatto sconti ai magistrati. Come presidente del Csm sarebbe una novità, dirompente.

Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio, 00:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA