Quirinale, gli onorevoli-lupara: così i franchi tiratori si preparano a colpire

Sabato 22 Gennaio 2022 di Mario Ajello
Quirinale, gli onorevoli-lupara: così i franchi tiratori si preparano a colpire

Mattatoio Montecitorio, insomma. «Mi feci giocare come un bimbo a mosca cieca, e per di più quelli giocavano armati»: avrebbe detto Merzagora dei suoi compagni di partito democristiani dopo il trattamento ricevuto. E siccome sono spesso anziani i candidati al Colle - vari over 80 sono in corsa adesso - il celebre Leo Valiani definì «un vecchiettificio» Montecitorio in occasione delle elezioni presidenziali. 

Nel 2013 il segretario dem Bersani, d’accordo con Berlusconi, mette in campo anche Franco Marini: più di 100 franchi tiratori non lo votano e viene precipitosamente ritirato nonostante l’ex presidente del Senato abbia ottenuto 521 voti, che alla quarta votazione, se ripetuti, sarebbero stati sufficienti per essere eletto. Marini commentò amaro: «Una cosa volgare e ingiusta». E aveva già preparato l’abito con cui, da presidente, entrare da presidente al Colle. I saggi dicono che i parlamentari si convincono e non si costringono. 

 

Ma è difficile entrare nella psicologia di ognuno di loro. A muoverli c’è la rabbia del peone («Ora vi faccio vedere io!») ma anche l’astuzia di chi vuole indebolire politicamente i grandi (le scelte di De Gasperi venivano pugnalate) e le paure diffuse, come quella diffusissima che dilania in queste ore il popolo di Montecitorio: se Draghi va al Colle, salta la legislatura e mi tocca tornare a casa? E io prendo il fucile per difendere il mio scranno e il mio stipendio. Ragioni nobili (la libertà politica in democrazia) e interessi personali o correntizi: questo insomma il mix della polvere da sparo. E ora come sempre, o più di sempre: si salvi chi può! 

Ultimo aggiornamento: 12:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA