Reddito di cittadinanza, tra i beneficiari anche l'ex Br Raimondo Etro: «Sono povero e in difficoltà»

Reddito di cittadinanza, tra i beneficiari anche l'ex Br Raimondo Etro: «Pensavo di non averne diritto ma ne ho bisogno»
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Il reddito di cittadinanza è in fase di partenza ma non mancano le polemiche, non solo per alcuni intoppi burocratici ma anche sui beneficiari. Ad accedere al reddito di cittadinanza, infatti, c'è anche Raimondo Etro, un nome forse poco conosciuto ma legato indissolubilmente agli 'anni di piombo'. Il 62enne, infatti, ha fatto parte delle Brigate Rosse ed è stato condannato per concorso nell'agguato di via Fani: era il 16 marzo 1978 quando un commando delle Br uccise gli uomini della scorta di Aldo Moro per rapire l'allora presidente della Democrazia Cristiana.

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Per la strage di via Fani e per l'uccisione del giudice Riccardo Palma, avvenuta sempre nel 1978, Raimondo Etro era stato condannato in via definitiva, nel 1999, a 20 anni e sei mesi di carcere. Oggi, però, compare tra i beneficiari del reddito di cittadinanza, come rivelato da lui stesso su Facebook. In un post, infatti, si può vedere la foto dell'sms ricevuto dall'Inps che confermava l'accesso al reddito voluto dal Movimento 5 Stelle. Raimondo Etro commenta scherzosamente: «Qualcuno in futuro dirà: "Salvini e Di Maio hanno fatto anche cose buone", e a ragione...».



Intervistato dal Corriere della Sera, Raimondo Etro ha spiegato: «Pensavo di non avere diritto al reddito di cittadinanza, ma ne ho bisogno. Ho buttato la mia vita al vento e fatto pagare anche il prezzo ad altri che erano innocenti. Se ci saranno proteste e l'assegno verrà ritirato, pazienza: non mi opporrò. Ho sempre considerato le pene che abbiamo avuto noi delle Br troppo miti». E ancora: «Non simpatizzo per Di Maio e il M5S, ma devo riconoscere che il reddito di cittadinanza per me è una boccata d'ossigeno: il 6 marzo ho fatto domanda alle Poste perché sto affogando, sono povero e pieno di difficoltà».

Raimondo Etro ha poi aggiunto: «Non avevo mai fatto domanda per il reddito di inclusione, non sapevo neanche che esistesse. Questa volta invece ho chiesto informazioni a un Caf della Cgil: ho un Isee pari a zero, non lavoro e campo vendendo libri sul web. Ho una Ford Fusion del 2004 comprata usata. Mia zia Valeria morì nel 2013 lasciandomi 55mila euro ma pian piano questi soldi sono finiti perché, dopo la separazione nel 2011, vivo da solo in affitto e pago 850 euro al mese, più bollette. Sono anche invalido, operato al cuore nel 2012».

La condanna per terrorismo, ormai scontata, poteva precludere l'accesso di Raimondo Etro al reddito di cittadinanza. Ma così non è stato: «Al Caf mi hanno spiegato che solo chi ha avuto negli ultimi dieci anni una pena definitiva per mafia o terrorismo non può averlo. Infatti ho parlato anche con il mio ex compagno di cella a Rebibbia dal 2002 al 2006. Nonostante fosse dentro col 416bis per camorra, anche lui ha ricevuto l'sms dall'Inps e ha avuto il Reddito». L'ex brigatista, probabilmente, avendo un Isee pari a zero, potrà prendere l'intero massimale di 780 euro previsto dal reddito di cittadinanza: «Ne prenderò 280 per l'affitto e il resto per la spesa, potendone prelevare 100 al mese. Di certo andranno via tutti, ma l'obiettivo sarebbe quello di trovare un lavoro. Sono iscritto a un centro per l'impiego dal 2017 ma fino a oggi non ho ricevuto chiamate. Farei di tutto, anche le pulizie o un call center, ma forse in Italia oggi semplicemente il lavoro non c'è».
Giovedì 18 Aprile 2019, 11:22 - Ultimo aggiornamento: 18-04-2019 16:21
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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2019-04-18 19:55:12
Tutti ricordiamo il sequestro moro e non solo . 20 anni,. e adesso lo stato lo deve pure aiutare perche a bisogno. non dico altro.
2019-04-18 15:49:18
se è pentito e ha pagato il fio non vedo il problema

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