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Referendum giustizia, il «sentiment» del web: solo il 21% ha un mood positivo

Sabato 21 Maggio 2022 di Domenico Giordano
Referendum giustizia, il «sentiment» del web: solo il 21% ha un mood positivo

Rosso, arancione, giallo, grigio e infine verde. Sono questi i colori che il Ministero dell’Interno ha comunicato per le cinque schede dei quesiti referendari sulla giustizia che ci saranno consegnate nei seggi il prossimo 12 giugno. Stando alla rilevazione semestrale del Viminale, alle urne potranno recarsi ben 51.533.195 di cittadini italiani, di cui 25.039.273 uomini26.493.922 donne. Ma, ancora una volta, il rischio più forte per il referendum abrogativo è rappresentato dal raggiungimento del quorum necessario a validarlo.

Certo, in alcuni comuni ci sarà in parte il traino delle amministrative, ma in questa tornata elettorale sono davvero pochi i sindaci e i consigli comunali da eleggere anche rispetto allo scorso autunno, il numero preciso è 97 e a parte Genova e Palermo gli altri capoluoghi di regione e di provincia non superano la soglia dei 300 mila abitanti. Se poi ci mettiamo che il conflitto in corso in Ucraina sta polarizzando e monopolizzando l’agenda mediatica tanto che fino a oggi, a tre settimane dal voto, il dibattito sulle ragioni del SI e del No rimane ancora impalpabile, ridotto a poche voci nel deserto.

Anche in Rete i cinque temi referendari, quali l’abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità o la possibilità del passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati, che rappresentano quelle con una più elevata matrice di polarizzazione politica, non godono di alcuna visibilità e le discussioni sono sostanzialmente ferme al palo. Nell’ultima settimana, infatti, l’ascolto della Rete ci restituisce una quantità di parlato sul tema del “Referendum” abbastanza contenuta, nulla rispetto ad altri argomenti che in passato hanno infiammato gli ambienti digitali: siamo dopo sette giorni a a poco più di diecimila citazioni. Sulla chiave di ricerca secca “Referendum” si sono addensate 8.250 citazioni, su quella complessa che tiene assieme “Referendum” e “Giustizia” il decremento di menzioni è drastico passando da 8 mila a 1.720. Infine, se aggiungiamo alle prime due anche l’aggettivo “giusta”, (la keyword di ascolto utilizzata sulla piattaforma Liveinsights di Blogmeter è precisamente “Referendum” and “giustizia giusta” il numero di menzioni si ferma 58. Il dato però più evidente che il tema non interessa e non solletica – almeno per il momento – una genuina e strutturata partecipazione degli utenti è quello dell’engagement che rimane ben al di sotto di una soglia di effettiva mobilitazione.

La polarità del sentiment con la quale in Rete si discute del tema referendario segue un ordine crescente alla diminuzione delle menzioni. Con la fetta più alta di citazioni, legate alla chiave di ricerca principale “referendum” il mood positivo è solo del 21% a fronte di un atteggiamento negativo da parte degli utenti pari al 67%. Mentre, più diminuiscono le citazioni, nei due casi in cui la chiave di ricerca diventa complessa, tanto più cresce il sentiment positivo che ad ogni buon conto non supera comunque la soglia del 30%. Infine, un ulteriore interessante elemento da tener presente riguarda l’ambiente digitale che ha ospitato la fetta più ampia di discussione.

Sia per l’ascolto sviluppatosi sulla keyword “Referendum” che quello determinatosi su “Referendum” e “Giustizia” è Facebook a far la parte del leone con una percentuale che passa dal 72% al 51%, mentre, in tutte e tre le ricerche, a riprova che il tema si sposa con l’utenza, c’è sempre una quota del 10% di parlato che rimane su Twitter.

 

Ultimo aggiornamento: 22 Maggio, 09:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA