Referendum, respinto il ricorso dell'ex capo della Consulta Onida contro il quesito unico

Giovedì 10 Novembre 2016
Valerio Onida

Il giudice civile di Milano, Loretta Dorigo, ha respinto i due ricorsi presentati dall'ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida e da un pool di legali sull'eccezione di legittimità costituzionale della legge del '70 istitutiva del referendum laddove non prevede l'obbligo di 'spacchettamento' del quesito quando ci sono più temi, come nel caso di quello sulla riforma costituzionale oggetto della consultazione popolare del 4 dicembre prossimo.

«Non ritiene (...) il Tribunale di ravvisare una manifesta lesione del diritto alla libertà di voto degli elettori per difetto di omogeneità dell'oggetto del quesito referendario», scrive Loretta Dorigo, nel respingere i ricorsi. Il giudice Dorigo scrive che «non può condividersi l'equazione svolta dai ricorrenti di omogeneità/libertà d'esercizio del diritto di voto del cittadino elettore e eterogeneità/assenza di libertà di quello stesso diritto». E questo perché, ad avviso del magistrato, «posto che la Costituzione consente di sottoporre a referendum una legge costituzionale complessa ed eterogenea deve valutarsi se sussista una lesione della 'libertà giuridicà dell'elettore (che è comunque libero nei fatti di esprimere il proprio voto, qualunque esso sia, sulla proposta complessiva) per effetto della mancata scomposizione del quesito sul presupposto che il cittadino potrebbe voler aderire ad alcune parti della riforma e non ad altre».

«È del tutto evidente - prosegue il giudice - che competerà ad ogni singolo elettore formulare una valutazione complessiva di tutte le ragioni a favore e di quelle contrarie di tutte le parti di cui è composta la riforma, insieme considerate, esprimendo infine un voto sulla base della prevalenza del giudizio favorevole o sfavorevole formulato a talune sue parti, ovvero secondo ogni altra personale valutazione».

La «natura oppositiva del referendum costituzionale» verrebbe «a mancare, e ad essere irrimediabilmente snaturata laddove si ammettesse la parcelizzazione dei quesiti», scrive Dorigo nell'ordinanza con cui ha respinto il ricorso, provvedimento, in sostanza, simile a quello con cui ha bocciato anche la richiesta di un pool di legali. Per il giudice «il referendum nazionale non potrà che riguardare la deliberazione parlamentare nella sua interezza».

Dopo la decisione assunta oggi dal Tribunale di Milano restano ancora aperte alcune azioni giudiziarie intentate sul quesito referendario e che puntavano a travolgerlo o a ottenere un rinvio, chiedendo che l'intera questione fosse sottoposta prima alla valutazione della Corte Costituzionale. Il 15 novembre, infatti, è in calendario di fronte alle Sezioni unite della Cassazione l'esame di un ricorso per eccesso di giurisdizione presentato dal Codacons.

Un altro ricorso del Codacons, proposto però all'Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione, e volto ad ottenere la modifica del quesito referendario, è già stato respinto il 24 ottobre. Il 16 novembre il Tar del Lazio esaminerà un ricorso presentato dallo Stesso Onida contro il quesito referendario e il decreto di indizione del referendum; e un ulteriore ricorso, la cui trattazione è stata unificata con quella di Onida, presentato da Fulco Lanchester e Mario Staderini, esponenti del Comitato per la libertà di voto e promotori del referendum per lo «spacchettamento» del quesito referendario, che però non riuscì a raccogliere tutte le firme necessarie per essere ammesso.

Il primo dicembre è fissata la camera di consiglio della IV sezione del Consiglio di Stato per esaminare il ricorso del Comitato per il No che chiede di sospendere il referendum: oggi la richiesta cautelare per una sospensiva urgente è stata respinta con un'ordinanza monocratica del presidente; la questione sarà riaffrontata nel merito in forma collegiale da tutti i giudici della sezione.

Il pool di legali Claudio e Ilaria Tani, Aldo Bozzi, Emilio Zecca e l'ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida non escludono di presentare reclamo sui due ricorsi sul quesito referendario del prossimo 4 dicembre, da loro presentati e bocciati questa mattina dal giudice civile di Milano Loretta Dorigo. Da quanto si è appreso, gli avvocati e Onida con la collega Barbara Randazzo nelle prossime ore si consulteranno per decidere se impugnare il provvedimento depositato questa mattina con cui sono stati rigettati i riscorsi sostenendo, in linea di massima, che il quesito così come posto non lede «il diritto elettorale per un difetto di chiarezza nella concreta formulazione» del quesito. Il reclamo, qualora dovesse essere depositato, dovrebbe quindi essere valutato dalla corte d'appello civile di Milano.

Ultimo aggiornamento: 11 Novembre, 18:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA