Elezioni regionali, Zingaretti apre a M5S. E Orlando attacca sulla Sanità: troppi poteri ai governatori

Domenica 28 Giugno 2020 di Diodato Pirone
Elezioni regionali, Zingaretti apre a M5S. E Orlando attacca sulla Sanità: troppi poteri ai governatori

Chiuso senza somme tirate il Truman Show degli Stati Generali, da giorni è la linea piuttosto agitata dell'encefalogramma del Pd a emettere i segnali più interessanti sul palcoscenico della politica italiana. ieri ne sono arrivati due che meritano un supplemento di riflessione.

Il primo l'ha lanciato il segretario Nicola Zingaretti che è tornato a chiedere ai 5Stelle di presentarsi assieme nel maggior numero possibile di Regioni che andranno al voto a settembre. Non si tratta solo di una mossa tattica ma di una preoccupazione strategica. Zingaretti non lo ha detto esplicitamente ma è forte la sua preoccupazione di conseguenze negative per la maggioranza in caso di risultato negativo. Preoccupazione accentuata dallo stato di fibrillazione dei 5Stelle divisi a livello nazionale e con gruppi parlamentari che soffrono la campagna acquisti messa in atto soprattutto dalla Lega di Matteo Salvini. Zingaretti, insomma, tenta di fare da sponda a quella parte dei 5Stelle che a sua volta lavora per una alleanza più organica con il Pd e che a settembre potrebbe essere costretta a fronteggiare altre difficoltà.

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Ma le considerazioni forse più interessanti di ieri sono emerse da un lungo discorso fatto dal vicesegretario, Andrea Orlando, in videocollegamento con la Festa Democratica di Vibo Valentia.

Per la prima volta in modo così esplicito Orlando ha sposato una verità molto diffusa non solo a livello politico: la gestione dell'epidemia da parte delle Regioni è un problema gigantesco per l'Italia perché riduce la nostra efficienza. «La salute non è più un problema di welfare, ma anche di sicurezza nazionale e competitività», ha scandito Orlando. Che ha così proseguito: «Le Sanità che reagiscono meglio danno più competitività. La nostra gestione della Sanità è affidata alle Regioni, e questo è un problema. I tre obiettivi fissati dall'Ue potrebbero essere gestiti male a livello istituzionale. Sarà difficile riportare a una visione unitaria i presidenti di Regione, dopo il protagonismo di questi mesi».
 


Ma Orlando ha mostrato una robusta consapevolezza anche di un altro grosso problema: l'Italia, e in particolare la parte pubblica, ha poche idee e non sa spendere. Il che è grave visto che l'Europa sta per metterci a disposizione 170 miliardi. «Le Regioni spesso hanno usato male i loro fondi - ha detto Orlando - Ora la spesa viene riaccentrata ma lo Stato non ha strumenti per fare politiche pubbliche nel lungo periodo. Controlla grandi imprese, come Enel, Eni e le Poste ma talvolta è come se non ci fosse. Non abbiamo un cervello per gestire questi processi. E la pubblica amministrazione ha un problema d'età e dunque di scarso uso di sistemi innovativi». Orlando tra l'altro ha proposto di investire da subito in tecnologie a partire dalla banda larga.
 

Ultimo aggiornamento: 11:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA