Rocco Casalino, chi è il Casaleggio boy non eletto da nessuno che detta legge nelle stanze del governo

di Mario Ajello

Lo stipendio di Rocco Casalino è quello che è. Nulla da eccepire: se non sulla lagna grillina del pauperismo che si sta rivelando, oltre che culturalmente sbagliata, politicamente boomerang. L'audio sboccato e minaccioso, pieno di volgarità come è d'uso nel Codice Rocco, poteva avere invece un duplice destino. Restare riservato in nome del rispetto della privacy (anche se non si tratta di materiale trafugato o piratato ma di un messaggio direttamente diramato dal titolare e volutamente pieno di cose false e non degne di un rappresentante istituzionale) oppure essere reso pubblico, come s'è fatto, e farlo diventare un documento su un pessimo stile. Quello del portavoce Casalino, che è ben più di un portavoce, e la sua voce fa spesso tacere o indirizza e comanda quella di chi formalmente gli è superiore.

Rocco è il non eletto che conta più degli eletti, lavora per Conte ma lo sovrasta, dovrebbe essere un sottoposto di Di Maio ma ne tiene l'agenda e un po' le redini, forma con Casaleggio (prima padre e poi figlio) e con Grillo una sorta di trimurti inscindibile e rappresenta, sempre da non eletto, la filiale romana presso Palazzo Chigi di un'azienda milanese, la Casaleggio Associati. Che è formalmente estranea alla politica ma ha in Casalino, e in subordine nel collega Pietro Dettori, una sorta di commissario politico nel cuore del potere politico.
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Domenica 23 Settembre 2018, 12:00
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