Roma, è il giorno di Xi Jinping: bandiere e tovaglie rosse a cena, vietato aprire i regali

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di Francesco Pacifico

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Mai servire carne bovina a cena. Perché i buoi vanno rispettati, visto che trainano l'aratro nelle campagne. Nessun dono va scartato o deve avere inciso il numero 4 (che porta male). E soprattutto mai fare battute vista la suscettibilità degli ospiti. Gli esperti di cerimoniale concordano che organizzare una visita di Stato con i governanti cinesi è una fatica di Sisifo. Nei palazzi della politica italiana ricordano ancora la gaffe fatta dall'allora governatore lombardo, Roberto Formigoni. Il Celeste - per ironia della sorte soprannominato proprio come un imperatore cinese - invitò al Pirellone una delegazione da Pechino, dove era presente anche Xi Jinping, da ieri a Roma per incontrare Giuseppe Conte e Sergio Mattarella. Il cerimoniale lombardo si dimenticò di avvertire Formigoni di andare a ricevere la delegazione al portone d'ingresso e di inondare il palazzo disegnato da Gio Ponti di bandiere rosse. Due elementi che sono basilari per i politici dell'Impero di Mezzo quando vanno all'estero. Infatti parte della delegazione decise di disertare l'incontro nello sconcerto della Farnesina. Anche memori di questo incidente, sull'asse tra il Quirinale, la presidenza del Consiglio e il ministero degli Esteri hanno concordato con l'ambasciata cinese ogni aspetto della visita di Jinping e signora, che nella capitale italiana si sono fatti accompagnare da 500 persone.
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Venerdì 22 Marzo 2019, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 22-03-2019 08:33
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