Salvini vince il match con Di Maio e si prepara a dettare l'agenda

di Marco Conti

ROMA. La sfida tra i due vicepremier lascia il grillino al tappeto. Buona parte del risultato di ieri è frutto del primo turno e il M5S il risultato negativo lo aveva in parte messo in conto. Spariti dalla maggior parte dei ballottaggi i grillini si piegano alla Lega sovranista di Salvini che trascina un centrodestra dove FI è relegata in un ruolo da comprimaria. Perdere la sfida diretta di Terni, e lasciare al candidato leghista la poltrona di sindaco che per decenni è stata della sinistra, significa per il M5S arretrare ancora più a Sud la linea di galleggiamento. Sarà colpa degli elettori o forse della storia, ma dirsi nè di destra nè di sinistra non paga quando lo scontro è con un partito che non fa mistero della sua identità oltre che della sua collocazione europea ben piantata nella destra sovranista.

Assente dalle sfide nei capoluoghi, il M5S subisce ora l'exploit della Lega e del suo leader che, dopo i risultati di ieri sera, avrà argomenti in più per continuare a dettare la linea al governo Conte. I grillini vincono a Imola, Pomezia e Avellino, ma perdono a Ragusa e nella terza circoscrizione di Roma che per estensione e abitanti è ben oltre Terni o Avellino. Soprattutto i grillini perdono dove hanno governato e vincono dove erano all'opposizione.

Il vento del 4 marzo spira per le forze di governo ma quasi solo per la Lega e, in senso contrario, per il Pd che al primo turno sembrava poter contenere la sconfitta essendo riuscita a mandare al ballottaggio molti dei suoi sindaci uscenti che però hanno poi perso come dimostra ciò che è accaduto in Toscana dove ormai resiste solo Firenze. Al Nazareno hanno incrociato le dita per tutto il giorno, ma ciò che sembra emergere è che in molti comuni l'elettore grillino, privo del suo candidato, ha preferito dare il suo voto al candidato del centrodestra. Dai risultati di ieri emerge che il partito guidato da Martina - sconfitto anche ad Imola - non ha ancora smaltito gli effetti negativi del voto del 4 marzo e la sensazione è che occorrerà ancora tempo prima che i Dem riescano ad invertire la rotta.

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Lunedì 25 Giugno 2018, 08:27
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1 di 1 commenti presenti
2018-06-25 12:08:58
l'elettore che vota M5s non vota di destra ne di sinistra,poi che gli Italiani piace chi e da Taverna e no di governo non significa dettare agenda .al movimento si danno i frutti di essere un movimento di governo NO di cantina, se saranno espulsi i non avendo diritto asilo politico e rimanenza in italia non succede perche Salvini lavora con metodi da Cantina ma perchè CONTE da diplomatico saprà come impostare a l'europa il modo di come diventare un paese piu vivibile di oggi attuale.

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