Scuola, sciopero generale il 17 maggio, fallisce il tavolo al ministero

Scuola, sciopero generale il 17 maggio, fallisce il tavolo al ministero
Scuola, sciopero generale il 17 maggio, fallisce il tavolo al ministero
Giovedì 4 Aprile 2019, 14:50 - Ultimo agg. 5 Aprile, 09:55
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Lo sciopero generale nei settori della scuola e della ricerca era in aria da settimane: troppe le incomprensioni con l'Esecutivo sul rinnovo del contratto, il precariato ma soprattutto sul tema dell'autonomia differenziata a cui tutti i sindacati del mondo della scuola guardano con preoccupazione. Dopo settimane di mobilitazioni che li hanno visti impegnati da nord a sud, oggi Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals, al termine di un incontro al ministero del Lavoro, hanno proclamato lo sciopero generale per l'intera giornata del prossimo 17 maggio con l'astensione dalle attività non obbligatorie già dal 26 aprile e fino al 16 maggio.

In realtà c'è ancora spazio per sperare di evitare lo sciopero: è arrivato, in zona Cesarini, l'annuncio dell'apertura, a partire da lunedì 8 aprile, di un tavolo di confronto al massimo livello politico del MIUR: una proposta rispetto alla quale i sindacati affermano «piena disponibilità» anche se confermano, «in assenza di impegni puntualmente riscontrabili», la volontà di procedere all' astensione dalle attività non obbligatorie e allo sciopero generale di tutti i lavoratori del comparto il prossimo 17 maggio.

«È uno sciopero per contrastare ogni ipotesi di regionalizzazione del sistema istruzione, che non farebbe altro che aggravare i divari e le disuguaglianze già oggi esistenti fra i territori e mettere in discussione la garanzia del diritto costituzionale all'Istruzione - spiega il leader della Cgil Scuola, Francesco Sinopoli - riteniamo poi assolutamente necessario stanziare le risorse per il contratto 2019-2021. E bisogna stabilizzare il personale docente e ATA fino a sradicare il precariato nella scuola italiana; su tutte queste questioni non abbiamo ricevuto risposte». «Non si pensi di risolvere le questioni complesse che riguardano la democrazia e il futuro del Paese, buttando la palla in tribuna. Se invece si vuole giocare una partita a carte scoperte la Uil Scuola è pronta: vanno date risposte alle emergenze: stipendiale, del precariato, organizzativa dei servizi complementari ATA, e un netto No alla regionalizzazione del sistema di istruzione statale», incalza il segretario della Uil Scuola, Pino Turi.

«Ad oggi per il personale del comparto istruzione e ricerca si profilano aumenti che sono meno della metà di quelli ottenuti col contratto precedente - fa notare la segretaria della Cisl Scuola, Maddalena Gissi - per il personale ATA chiediamo di sbloccare le assunzioni e riattivare percorsi di mobilità professionale e ci sono i progetti di regionalizzazione della scuola che non possono certo andare avanti alla chetichella come fin qui avvenuto». Alla mobilitazione del 17 maggio ha aderito l'Unicobas. «Per noi - dice il segretario Stefano d'Errico - sarà il secondo sciopero contro la regionalizzazione: siamo molto soddisfatti che su un tema di questa importanza si sia riusciti finalmente ad arrivare ad una azione unitaria».
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