Seggiolini antiabbandono, caos su bonus e omologazione. Ma ancora niente multe

Venerdì 8 Novembre 2019 di Francesco Malfetano
Seggiolini antiabbondono, caos su bonus e omologazione. Ma ancora niente multe

Per una volta anche in Italia si è tutti d'accordo: genitori e non, negozianti e aziende produttrici, forze dell'ordine e automobilisti. L'inattesa entrata in vigore del decreto Salva-bebè di ieri, ha reso caotica e poco simpatica una norma fino ad ora ritenuta condivisibile. Così la cronaca del primo giorno di vita dell'obbligo di montare sulle auto con a bordo bambini fino a 4 anni di età un dispositivo anti-abbandono, racconta di una gran confusione. Caos che nel pomeriggio ha spinto la ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, a postare un video su Facebook in cui da un lato invita le famiglie a «conservare le ricevute di acquisto» per accedere alle agevolazioni in via di definizione e dall'altro annuncia la disponibilità del governo e della maggioranza a «posticipare l'applicazione delle sanzioni». Intanto i più in difficoltà ieri sono stati i genitori che hanno scoperto di dover sostenere subito una spesa non preventivata senza la certezza di ottenere il bonus per l'acquisto né quali dispositivi risultino omologati.

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I VECCHI ACQUISTI
Se infatti è chiaro che per essere considerati validi i nuovi seggiolini debbano attivarsi automaticamente, dare un segnale di conferma di attivazione e in caso di abbandono inviare segnali visivi, acustici o di vibrazione percepibili all'interno e all'esterno del veicolo, non lo è affatto cosa accadrà per le sedute già acquistate. In commercio ad esempio si trovano a partire da 30 euro dei piccoli cuscini dotati di un sensore di peso da inserire nei vecchi seggiolini, ma hanno un limite: potrebbero alterarne l'omologazione e la loro sicurezza. Per cui, anche se in teoria i cuscini potrebbero essere utilizzati su tutte le sedute, molte aziende insistono che per le proprie nessun dispositivo vada bene, eccetto quello da loro venduto.
 

L'AGEVOLAZIONE
Una visione a cui si sono opposte le associazioni di consumatori. L'acquisto di questi dispositivi quindi, potrebbe diventare una spesa inutile e non compresa nei parametri del bonus stanziato dal governo. L'agevolazione è presente nel Decreto Fiscale 2020 e stabilisce un contributo di 30 euro per ogni sistema di allarme attingendo a circa 15 milioni di euro per il biennio 2019-2020. Ma solo fino ad esaurimento e senza ancora stabilire le procedure (sul sito del MIT si legge che si conosceranno «nei prossimi giorni»). Il rischio è che molte famiglie non possano accedervi dato che i bambini interessati dall'obbligo sono molti più delle risorse a disposizione. Un'ulteriore beffa per i genitori che si sono trovati anche a fronteggiare un aumento dei prezzi e l'assenza di scorte adeguate. Secondo diverse segnalazioni i prezzi dei seggiolini e dei cuscini sarebbero schizzati alle stelle. Ad esempio uno dei congegni universali che fino a mercoledì sera sul web era venduto a 59 euro, ora ha un prezzo di 80. Un aumento di circa il 30% che forse poteva essere previsto e gestito in maniera migliore.

PREZZI LIEVITATI
Ad esempio evitando di ingolosire i negozianti che hanno visto aumentare le richieste del prodotto. Senza peraltro in alcuni casi riuscire a soddisfarle perché la merce non è ancora disponibile nei magazzini. Una combinazione che espone gli automobilisti a una sanzione amministrativa da 81 a 326 euro (56,70 euro se pagata entro 5 giorni) e alla decurtazione di 5 punti dalla patente. La confusione non ha risparmiato neppure le forze dell'ordine che si sono trovate a recepire una norma attesa per marzo 2020. Così, nonostante i diversi corpi di polizia pare non abbiano ancora sorpreso nessun genitore inadempiente, in teoria gli agenti hanno dovuto controllare ogni singolo dispositivo per verificarne le caratteristiche tecniche manualmente. Un'operazione che, neanche a dirlo, aumenta ancora il caos.
 

Ultimo aggiornamento: 11:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA