No del Pd a M5S, ipotesi Delrio: Renzi lascia, oggi la direzione

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di Marco Conti

La guerra dei numeri e di chi sta con chi occupa i ragionamenti degli appassionati del cencelli, ma nel Pd del dopo 4 marzo, e che oggi si ritroverà nella riunione della direzione, prevale l'istinto di conservazione. L'entità della sconfitta elettorale costringe anche la minoranza interna e coloro che non hanno condiviso tutte le scelte di Matteo Renzi, ad abbassare i toni perché, come sostiene il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, «è il momento di dare tutti una mano a Maurizio Martina in questa fase di difficile transizione».

Il «mai» ad un governo con Di Maio o Salvini premier ricompatta il partito, ma il percorso per arrivare all'assemblea del Pd che dovrà individuare il nuovo segretario, è ancora da scrivere. A frenare sul nome di Graziano Delrio come possibile reggente sino alle primarie e al congresso è il diretto interessato. Il ministro delle Infrastrutture non si è candidato alla segreteria e non intende fare il segretario di un partito che va alla conta anche per eleggere un reggente. Delrio è sostenuto da Renzi e Franceschini, mentre Orlando punta su Zingaretti e spinge per una gestione collegiale del partito che significa un ridimensionamento di Renzi.
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Lunedì 12 Marzo 2018, 09:56 - Ultimo aggiornamento: 12-03-2018 13:54
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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2018-03-12 13:53:52
ciò che mi diverte, nell'immediato e in prospettiva, è che non si pongono minimamente il problema di (cercare di) capire PERCHE' hanno preso questa maestosa e (per me) stupenda, incommensurabile, libidinosissima BATOSTA. il miglior pesupposto per prenderne un'altra dalle stesse caratteristiche suddette. metto in frigo un altro paio di birre per il prossimo brindisi. VAI COL TANGO, MATTE'!!!!
2018-03-12 10:37:55
Ci manca solo la longa mano della comunità di sant'Egidio e della CEI per annacquare il risultato elettorale

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