Senato, Toninelli si salva ma senza maggioranza

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di Mario Ajello

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Di nuovo, e ieri per ben due volte, la maggioranza giallo-verde in Senato è finita sotto il filo dei numeri. Ossia non c'è più. Era stato così l'altro giorno per il voto su Salvini, e il salvataggio del ministro per il caso Diciotti è stato possibile solo grazie al voto di un senatore del movimento degli italiani all'estero. E adesso, di nuovo. Le due mozioni (del Pd e di Forza Italia) di sfiducia contro Toninelli sulla gestione della vicenda Tav sono state battute ma la maggioranza assoluta a Palazzo Madama è di 161 voti e M5S più Lega, nella difesa del ministro, si sono fermati più in basso. 159 voti in favore di Toninelli, 102 per la sfiducia, 19 astenuti. Questo nel primo voto, quello sulla mozione dem e i 19 astenuti sono di Fratelli d'Italia e di alcuni di Leu. Contro il documento forzista si sono espressi 157 senatori, 110 i favorevoli e 5 astenuti (del Misto, area sinistra). E insomma, Toninelli salvo. Ma salvare un ministro non amato dalla propria maggioranza, e perfino in parte dal proprio partito, si è rivelata impresa ardua dal punto di vista aritmetico. Che naturalmente è politico. Lo scollamento della mancata quota 161 è evidente. E potrebbe rivelarsi una catastrofe, se dovesse ripetersi su temi sensibili e fondanti dell'attuale governo che presto arriveranno all'esame di Palazzo Madama: a cominciare dal Decretone con dentro Quota Cento e Reddito di cittadinanza, per non dire della Legittima difesa (martedì voto finale, e Di Maio è preoccupatissimo per la tenuta dei suoi), dello Sblocca Cantieri su cui la tensione M5S-Lega è già salita assai e poi sul Def.
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Venerdì 22 Marzo 2019, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 22-03-2019 11:27
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