Un sondaggio agita M5S e Berlusconi: Lega-Meloni al 46%

Lunedì 8 Luglio 2019 di Mario Ajello
Un sondaggio agita M5S e Berlusconi: Lega-Meloni al 46%

Non sarà certo il giallo dell'estate quello dell'incontro tra Salvini e Meloni. C'è stato? Non c'è stato? Lui smentisce categoricamente. Lei risponde no comment. Pare che si sarebbe svolto non a Milano ma a Roma. E comunque: quel che è certo è che i rapporti tra i due leader dei due partiti di destra stanno velocemente cambiando negli ultimi giorni. Alla luce di una serie di fatti.

I nuovi sondaggi - l'ultimo, di ieri, è a cura di Antonio Noto per Qn - dicono che il 38 per cento della Lega sommato all'8 per cento di Fratelli d'Italia daranno, in caso di elezioni anticipate, una forza parlamentare del 46 per cento a Salvini e Meloni, e con il premio di maggioranza una capacità di governo larga e assicurata. Il che sta gettando M5S nella preoccupazione più nera. Inoltre, per la prima volta, nel sondaggio FdI supera - l'8 contro il 6,5 per cento - Forza Italia e sempre più, mentre l'opzione della scissione di Toti è considerata ormai improbabile o non decisiva, Salvini tende a considerare il partito azzurro inservibile mentre aumenta il suo interesse per la Meloni.

Non legato soltanto, nel caso, all'eventualità delle elezioni anticipate. Anzi, queste si starebbero allontanando - la famosa finestra del 20 luglio è in via di chiusura - ma le guerre intestine tra Lega e 5Stelle, e le divisioni sempre maggiori all'interno dei pentastellati, rendono più prezioso, se non obbligato, il dialogo con la Meloni. Visti i numeri risicatissimi che i giallo-verdi hanno a Palazzo Madama. Ma c'è di più: Meloni vorrebbe che Salvini mollasse M5S e tornasse all'ovile, Salvini come extrema ratio sarebbe anche capace di chiedere a Fratelli d'Italia di entrare al governo o di dare l'impressione di volerlo fare pur di spaventare Di Maio.

Da questo punto di vista, è quasi più Salvini che ha bisogno di Meloni piuttosto che viceversa. In un rovesciamento - ecco la novità - della situazione di prima. Quando, in vista di possibili elezioni politiche in autunno ora improbabili, tra le opzioni di Salvini c'era anche quella di andare da solo (vocazione maggioritaria) e non solo senza Berlusconi ma anche senza la Meloni. Ora lo scenario è cambiato. La legislatura va avanti, ma la fragilità della compagine di governo richiede, per la Lega, una sponda in Fratelli d'Italia con cui sarà più facile sopportare, da parte di Salvini, le crescenti bizze grilline che da dopo il 20 luglio si prevede che saranno asfissianti. Dicono al Carroccio: «Non possiamo avere troppi nemici. Niente Berlusconi, Giorgia invece parla la stessa nostra lingua e condividiamo con lei un'Italia non più succube di nessuno». In più la Meloni, allargandosi a Direzione Italia di Raffaele Fitto e ad altri movimenti, sta creando un'area politica a cui Salvini guarda con interesse. E viene da chiedersi: non è che la Lega smentisce così drasticamente l'incontro, se davvero c'è stato, di sabato, per paura che venga considerato un segno di debolezza del Capitano? Chissà.

STRASBURGO
I due comunque, in mancanza di elezioni politiche, stanno ragionando sulle tante consultazioni regionali che da dopo l'estate investiranno - a cominciare dall'Emilia, Calabria, Umbria e poi Campania, Puglia, Marche, Veneto Toscana, Liguria - e il patto di unità del centrodestra in vista di quegli appuntamenti ha proprio in Meloni e Salvini i principali sottoscrittori. Come se Forza Italia fosse ormai un'appendice non determinante. A me un candidato governatore e a te un altro, e Silvio se vuole s'accoda sennò s'accomoda fuori? Le trattative cominciano ora. E c'è anche un coté europeo. Lega isolatissima all'Europarlamento (non ha avuto il vice-presidente che le spettava e in settimane le verranno negati i due presidenti di commissione a Strasburgo di cui era certa: Agricoltura e Giuridica) mentre il gruppo dei Conservatori in cui c'è FdI è molto più al centro dei giochi.
 

Ultimo aggiornamento: 18:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA