Elezioni Spagna, oggi al voto per la quarta elezione in quattro anni: affluenza in calo

Domenica 10 Novembre 2019
Elezioni Spagna, oggi al voto per la quarta elezione in quattro anni: affluenza in calo

Urne aperte in Spagna, dalle 9 alle 20, per le quarte elezioni generali in quattro anno. Ma ancora una volta non è chiaro se l'esito del voto dei 37 milioni di elettori chiamati alle urne riuscirà a mettere fine allo stallo politico che blocca il paese, dove i principali partiti sembrano incapaci di trovare un accordo. I sondaggi indicano ancora una volta come prima forza il partito socialista (Psoe) del primo ministro Pedro Sanchez, che però rimarrebbe al di sotto della maggioranza assoluta. Ma intanto la ripresa delle tensioni in Catalogna ha fatto schizzare in alto il gradimento della formazione di ultradestra Vox, che potrebbe diventare terzo partito della Spagna. Sanchez aveva già vinto le elezioni del 28 aprile, arrivando largamente in testa con 123 seggi, un risultato importante ma sotto la soglia di maggioranza di 176 deputati. Premier ad interim, dopo che la caduta del suo governo di minoranza aveva portato al voto, il leader socialista non è riuscito a formare un nuovo governo malgrado il successo elettorale. I negoziati con la sinistra radicale del partito anti sistema Podemos di Pablo Iglesias si sono arenati su veti reciproci, mentre i liberali di Ciudadanos, ormai spostati a destra, non hanno voluto sostenere l'esecutivo dall'esterno. A metà settembre, quando il re è stato costretto a convocare nuove elezioni, Sanchez ha impostato una campagna tesa a chiedere una maggioranza chiara per portare avanti da solo un governo stabile. Ma non tutto è andato come previsto. 

Spagna al voto per la quarta volta in quattro anni: Sanchez in testa ma senza maggioranza

Il 14 ottobre la condanna a pene fino a 13 anni di carcere per nove leader indipendentisti catalani ha riacceso la tensione in Catalogna, con una settimana di violente proteste che hanno sconvolto la regione e devastato Barcellona. La durezza della protesta secessionista ha sconfessato la linea dialogante di Sanchez, mentre la polizia è stata accusata di essere intervenuta in modo eccessivo. Neanche la promessa mantenuta di spostare la salma dell'ex dittatore Francisco Franco dall'imponente mausoleo della valle dei caduti ad un semplice cimitero, sembra essere riuscita ad aumentare i consensi per il leader socialista. Intanto la crisi catalana ha riportato in auge Vox, il partito di ultradestra di Santiago Abascal, entrato per la prima volta in parlamento in aprile. Allora il risultato era stato inferiore alle aspettative, ma ora i sondaggi indicano che potrebbe arrivare quasi al 15%, con un balzo di cinque punti, diventando il terzo partito del paese. Per legge in Spagna i sondaggi possono essere pubblicati solo fino ad una settimana prima del voto, ma i dati di cui sono in possesso i partiti segnalano che la formazione sovranista ha continuato a crescere. 

«L'ascesa di Vox fa saltare i nervi ai grandi partiti», titolava ieri El Pais, in una giornata in cui Abascal è riuscito a riunire 6mila persone ad un suo comizio a Valencia e il leader del partito Popolare Pablo Casado ha parlato davanti a soli 1600 sostenitori nella stessa città. Sovranista, anti migranti, euroscettico e maschilista, Abascal ha fatto una campagna elettorale a colpi di dati statistici dubbi e ampiamente contestati, come quello che il 70% degli stupri di gruppo in Spagna è opera di stranieri. Ma anche se 1.600 accademici hanno firmato un manifesto per accusarlo di aver diffuso dati falsi e manipolati, la sua retorica ha fatto presa su una crescente fetta di elettorato stufa dei partiti tradizionali. La media degli ultimi sondaggi di una settimana fa assegna il 27, 4% dei voti al Psoe con 120-123 seggi, in lieve calo rispetto al 28,7% (123 seggi) di aprile. Il Partito popolare (Pp) arriva secondo con il 21,6% e 92-95 seggi in netta ripresa rispetto ad aprile quando ottenne un misero 16,7% e 66 seggi.

Vox appare come il terzo partito con il 14,9% e 49 seggi, 25 deputati più di aprile. Al quarto posto troviamo Podemos con l'11,2% e 28-31 deputati, in netto calo rispetto ai 42 seggi di aprile. Precipitano infine i consensi di Ciudadanos il partito liberale di Albert Rivera che sembra pagare la sua sterzata a destra, arrivando al quinto posto con l'8% e 15 seggi, 42 deputati in meno di aprile. Il nuovo partito di sinistra Mas Pais di Inigo Errejon, uscito da Podemos, viene infine indicato al 2,8% con 3 deputati. Se i sondaggi saranno confermati, Sanchez si troverà in una situazione simile ad aprile, ma con margini più ristretti, dato che i possibili alleati di Podemos sono in calo. Le tensioni indipendentiste in Catalogna renderanno inoltre difficili accordi con piccole formazioni nazionaliste che potrebbero astenersi per favorire un governo di sinistra. Ma le previsioni dei sondaggi rendono impossibile anche un governo a destra, dove i deputati del Pp, Ciudadanos e Vox messi insieme sono al di sotto della maggioranza assoluta

Ultimo aggiornamento: 20:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA