Statali, il merito alza lo stipendio: scatti ogni due anni. Classifica stilata dai dirigenti

Domenica 26 Settembre 2021 di Andrea Bassi
Statali, il merito alza lo stipendio: scatti ogni due anni. Classifica stilata dai dirigenti

Gli scatti di stipendio per i dipendenti pubblici saranno legati soprattutto al merito. E dovrebbero avvenire ogni due anni (anche se su questo punto la trattativa è ancora aperta). Il capitolo delle progressioni economiche all’interno delle aree, è al momento il nodo più delicato da sciogliere all’interno del rinnovo del contratto dei dipendenti delle Funzioni centrali che comprendono i lavoratori dei ministeri, quelli dell’Inps e delle agenzie fiscali. La definizione di questa partita è importante anche per il resto degli statali, visto che il contratto delle funzioni centrali fa da guida a quelli degli altri comparti. Ma come saranno assegnati questi scatti.

La bozza di contratto completa, consegnata qualche giorno fa dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo ai sindacati, prevede una sorta di mix tra valutazione del merito e anzianità. Ma per le progressioni economiche, che vengono definite nel documento «differenziali stipendiali di professionalità», la valutazione al momento sembra essere l’elemento prevalente per ottenere gli aumenti di stipendio. Per ogni area ci sarà un numero massimo di scatti che potranno essere assegnati ai dipendenti. Per poter avere lo scatto bisognerà partecipare a una «procedura selettiva». Come detto ogni dipendente che ottiene uno scatto, poi potrà rifare domanda dopo due anni. Con quali criteri saranno fatte le graduatorie con le quali saranno assegnati gli scatti? La “classifica” dei dipendenti sarà definita in base alla media aritmetica semplice degli ultimi tre punteggi conseguiti nella valutazione annuale di performance individuale, a partire dalla media più elevata e proseguendo in ordine decrescente.  

Si tratterà insomma, di una classifica fatta esclusivamente in base al merito. Ovviamente nel presupposto che i dirigenti delle amministrazioni non assegnino a tutti il punteggio massimo, come spesso raccontato dalle cronache. Ma c’è un altro punto che viene disciplinato dal contratto per rispondere ad un’altra domanda: cosa accade a chi, pur avendo avuto valutazioni positive, non riesce a classificarsi all’interno dei posti che danno diritto allo scatto? Per bypassare questo problema, soprattutto su richiesta dei sindacati, è stato deciso di inserire un sistema di “ponderazione” del merito con l’anzianità. Si tratta di un capitolo ancora da definire nei dettagli ma il meccanismo di fondo è già delineato. 

Video

Per il personale che abbia conseguito negli anni una valutazione positiva ma che non abbia ottenuto uno scatto per più di un tot di anni (quanti è uno dei punti che dovranno essere definiti nella trattativa con i sindacati), il suo punteggio medio ottenuto nelle valutazioni di merito potrà essere aumentato di una certa percentuale (anche questa ancora da definire) in modo da fargli scalare qualche posizione in classifica e fargli ottenere l’aumento. Insomma, a pesare non sarà l’anzianità di servizio, ma solo quella relativa agli scatti. Più tempo è passato dall’ultimo aumento ricevuto, più possibilità ci saranno di poterlo avere. 

Il prossimo tavolo sul contratto sarà convocato probabilmente tra una settimana. Ma l’idea ormai, sembrerebbe quella di attendere la legge di Bilancio per capire quante risorse il governo destinerà proprio al nuovo ordinamento professionale. 

Ultimo aggiornamento: 27 Settembre, 16:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA