Licenziamenti, lo stop spacca il governo: ipotesi proroga breve

Mercoledì 5 Agosto 2020 di Michele Di Branco
Licenziamenti, lo stop spacca il governo: ipotesi proroga breve

Sconti immediati, pronta cassa, compresi tra il 10 e il 20%, per l’acquisto di cucine, divani, elettrodomestici, scarpe e vestiti pagati con carte e bancomat. Prendono quota, all’interno del “decreto agosto”, le misure che puntano all’incentivazione degli acquisti. Ma intanto l’esecutivo non trova l’intesa su uno dei politicamente più delicati, la proroga del blocco dei licenziamenti in scadenza tra meno di due settimane. Il tema è stato al centro del vertice politico che si è svolto nella serata di ieri a Palazzo Chigi, ma il confronto è destinato a proseguire in vista del Consiglio dei ministri che potrebbe tenersi domani.

Bonus ristoranti, verso conto light. «Rimborso 20% sulla carta». Ipotesi sconti su moda e arredo

Da una parte ci sono i M5S, con la ministra del Lavoro Catalfo che vorrebbe portare il divieto fino a fine anno, con l’eccezione delle aziende che chiudono (e ha dato questa indicazione anche ai sindacati). Dall’altra il Mef - e sul fonte politico il Pd - che chiedono una scadenza più ravvicinata, il 15 ottobre, per evitare che le inevitabili uscite dei lavoratori dalle imprese si concentrino tutte insieme a inizio 2021. Intanto si punta a definire il bonus consumi: oltre a bar e ristoranti, potrebbero quindi rientrare anche gli altri settori colpiti dall’emergenza sanitaria e rimasti finora privi di sostegni, come arredo, abbigliamento e calzature. La proposta è della sottosegretaria allo Sviluppo economico Alessia Morani. Il meccanismo prevede di condizionare l’incentivo agli acquisti all’utilizzo di carte di credito e bancomat, ritenute utili per favorire la tracciabilità e la lotta al nero. La dote per finanziare gli interventi sarà di 2 miliardi. Come funzionerà il meccanismo? I cittadini dovranno iscriversi a una piattaforma informatica scaricando un Qr code e riceveranno uno sconto immediato al momento dell’acquisto: del 10% per l’arredo e del 20% per gli altri settori merceologici, con un tetto massimo di spesa. Saranno esclusi gli acquisti online.

Bonus a chi paga col bancomat, 2 miliardi per i consumi. Mini-rimborso sul tavolo ​del governo

I commercianti saranno rimborsati dallo Stato con bonifico su conto corrente entro un mese. Il bonus varrà per i settori arredo (dalle cucine componibili ai divani), moda, calzature e pelletteria (uomo, donna e bambini) e per gli elettrodomestici. Trova intanto conferma l’ipotesi di un rimborso del 20% del conto del ristorante se si paga con carta di credito o bancomat. La misura, su cui stanno lavorando i viceministri Laura Castelli e Stefano Buffagni, si applicherebbe alle spese sostenute da settembre a dicembre con un meccanismo di rimborso, con un tetto massimo, che potrebbe arrivare direttamente sul conto corrente o tramite apposita app. LA TOSAP Nel nuovo pacchetto di misure per bar e ristoranti, dovrebbe rientrare anche la proroga dell’esenzione della Tosap per tenere i tavolini all’aperto e un fondo di garanzia per gli affitti delle attività ancora in crisi. E sempre sul fronte ristorazione c’è anche la proposta della ministra della Politiche agricole, Teresa Bellanova, di un Fondo ad hoc dal valore di un miliardo per un bonus di circa 5.000 euro a fondo perduto diretto ai 180 mila esercizi pubblici di ristorazione per l’acquisto di prodotti agroalimentari nazionali. Nel decreto il dossier più corposo riguarda il lavoro, che vale circa 10 miliardi. In particolare si studia la proroga selettiva delle 18 settimane di cassa integrazione e, in particolare, la scelta di introdurre il paletto del fatturato per accedere alla seconda tranche di 9 settimane, prevedendo un contributo addizionale del 9% per le imprese con perdite di ricavi fino al 20% e del 18% per chi non registra cali. Contributo non dovuto per chi ha subito perdite pari o superiori al 20%. In alternativa alla cig, il decreto dovrebbe prevedere un esonero contributivo, nel massimo di 4 mesi, nei limiti delle ore di integrazione salariale già fruite. E, invece, per chi assume fino al 31 dicembre lavoratori a tempo indeterminato dovrebbe scattare l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali, per un periodo massimo di sei mesi a partire dall’assunzione.

Ultimo aggiornamento: 10:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA