«Sud inefficiente», ma la classifica nasconde il trucco dei tagli ai diritti

di Marco Esposito

Nord in testa - Pisa, Parma, Padova, Piacenza, Cesena, Reggio Emilia - e Sud in coda, con Foggia, Brindisi, Napoli, Taranto, Bari e Salerno peggiori di tutte. La solita classifica, si dirà. Solo che stavolta il parametro non è la ricchezza ma l'efficienza. Ed è possibile che il Mezzogiorno sia tutto e sempre inefficiente?

La polemica corre da due giorni in rete dopo la pubblicazione del rapporto «L'efficienza dei Comuni nelle Regioni a statuto ordinario» firmato da Alessandro Banfi per l'Osservatorio Conti pubblici italiani, la struttura guidata da Carlo Cottarelli, economista della Cattolica e noto valutatore degli sprechi pubblici. Lo studio fa due verifiche su 52 città: quanto spende un Comune rispetto al fabbisogno assegnato e che quantità di servizi offre rispetto alla media delle città di analoga dimensione. Il principio è corretto ma la base dati è viziata da storture gravissime, evidenziate dal ministro Giovanni Tria in Parlamento quando ha sottolineato che nell'attuazione del federalismo fiscale per i Comuni si è fatta «prevalere in questi anni l'esigenza di limitare gli effetti redistributivi del nuovo sistema, attraverso complesse soluzioni tecniche, quali il livello dei servizi per le funzioni di costo, il target perequativo al 50% e le clausole di salvaguardia per limitare gli eccessi».
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Venerdì 24 Maggio 2019, 11:00
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