Tajani e le dichiarazioni su Mussolini: «Sono antifascista e mi scuso se ho offeso qualcuno». Applausi e fischi all'Europarlamento

Tajani e le dichiarazioni su Mussolini: «Sono antifascista e mi scuso se qualcuno si è sentito offeso»
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«Da convinto anti-fascista mi scuso con tutti coloro che possano essersi sentiti offesi dalle mie parole, che non intendevano in alcun modo giustificare o banalizzare un regime anti-democratico e totalitario». Lo afferma il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. «Sono profondamente dispiaciuto che, malgrado la mia storia personale e politica, qualcuno possa pensare che io sia indulgente col fascismo - aggiunge -. Sono sempre stato convintamente anti-fascista».

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«Ho sempre ribadito che Mussolini e il fascismo sono stati la pagina più buia della storia del secolo passato, senza alcun distinguo - precisa Tajani -. Mi sono sempre battuto contro ogni forma di dittatura o totalitarismo. Come ho detto con grande fermezza lo scorso ottobre in Plenaria, l'Europa nasce dalla sconfitta del fascismo ed è l'argine più solido contro ogni totalitarismo».

L'EUROPARLAMENTO
Prima delle scuse all'europarlamento riunito a Strasburgo avevano tenuto banco le dichiarazioni del presidente. Nel corso di un dibattito in cui si sono sentiti applausi e fischi, diversi eurodeputati tra cui i leader dei Verdi Philippe Lamberts e dei liberali Guy Verhofstatd sono intervenuti per chiedere a Tajani il ritiro delle dichiarazioni.  

ALESSANDRA MUSSOLINI

«A Tajani dico solo: Bella frate'»

GUZZETTI
«Il fascismo è violenza, è olio di ricino. Il fascismo sono quei randelli che quelli di Casapound di un paese del sud hanno rotto sulla schiena dei migranti che passavano per caso». Lo dice Il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti ad un convegno organizzato dall'Ente insieme al Touring Club commentando quanto detto da Antonio Tajani. «Sentire il presidente del Parlamento Europeo che dice che il fascismo, se non avesse fatto le legge razziali, ha fatto anche cose buone è inaccettabile e non lo possiamo accettare», sottolinea Guzzetti ricordando di portare il «nome di un prete che per aver criticato il Concordato è stato allontanato ed è morto di crepacuore dopo sei mesi». Il presidente della Fondazione Cariplo invita quindi a stare «attenti: da qui possono esserci pericolose derive, di chi prende voti giocando sulla paura di chi dice chiudiamo i porti, chiudiamo tutto, tiriamo su i muri»
Giovedì 14 Marzo 2019, 14:10 - Ultimo aggiornamento: 15 Marzo, 10:11
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5 di 13 commenti presenti
2019-03-15 13:15:39
se non vi fossero state le leggi razziali e la sconfitta della guerra,oggi saremo un paese ricco e potente , potevamo naviagre nel petrolio e forse non ci sarebbe stata la mafia, (lui) che ra un dittaore e come tale deve esserci un solo che comanda e non tante cosche , bande affiliati ecc.ecc. e grazie agli americani che dovevavo sbarcare in siclia che chieser aiuto ai mafiosi rifugiati in America pe rpaura di (lui) questa è storia e basta.
2019-03-15 09:40:18
Un'altro che evidentemente non pensa prima di parlare!!!! Se no che significato hanno le scuse?????
2019-03-14 21:12:54
subito la marcia indietro e ti pareva, questi sono i nostri politicchi: pavidi e tremebondi, senza alcuna traccia di attributi...
2019-03-14 21:02:04
Molti dichiarano a chiacchiere di essere antifascisti e riescono a trovare le cose buone e persino colossali che furono fatte dal quel regime di morte. Portano ad esempio "grandi" opere, che rispetto alle infamanti leggi razziali e ed alle costanti violazioni dei diritti umani, unitamente ai milioni morti della guerra, risultano insignificanti. Per rendersi conto della loro aberrazione questi antifascisti "di facciata" parimenti potrebbero parlare delle cose buone - gli ospedali e le scuole, eccetera -, che i vari Escobar hanno fatto nei loro paesi, i quali hanno devastato di morte il mondo, con la droga. E' inscindibile il fascismo con gli eccidi, la violazione dei diritti umani, le leggi razziali. Le "colossali" opere edili, la bonifica di terreni sono un unicum con quelle tragedie.
2019-03-15 12:09:04
ho dimenticato anche l' IRI . ist della ricostruzione industriale che tanto imput diede alla industria pubblica salvo essere svenduta decenni dopo da un personaggetto per favorire amici e contigui, ma questa e' altra storia

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