Tasse, dalla patente al passaporto e agli atti notarili: cancellati i micro-tributi. Manovra: per i licenziamenti blocco selettivo

Giovedì 15 Ottobre 2020 di Luca Cifoni
Tasse, dalla patente al passaporto e agli atti notarili: cancellati i micro tributi. Manovra: licenziamenti blocco selettivo

Ci sono decine di microtasse e balzelli minori che danno un gettito contenuto allo Stato ma spesso irritano i cittadini che le devono pagare. Nella legge di Bilancio potrebbe entrare una cancellazione di alcuni di questi tributi, come primo “assaggio” di semplificazione del sistema fiscale. Complessivamente il valore del pacchetto si aggira sui 500 milioni di euro. La definizione esatta dell’elenco è oggetto di studio da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma nel nostro sistema i tributi piccoli e a volte fantasiosi non mancano, sia a livello statale che locale. Si paga ad esempio per passaporto e patente (non più annualmente come un tempo ma al momento del rilascio e del rinnovo) per il diploma di laurea, vengono applicati prelievi sulla raccolta di funghi o sulle emissioni sonore, esiste una tassa sugli archivi notarili. 

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Alcuni di questi balzelli sarebbero destinati a sparire. Meno gradita potrebbe risultare l’ipotesi di un tetto alle detrazioni Irpef per i redditi sopra 100 mila euro, in attesa della revisione generale delle agevolazioni fiscali. Il Consiglio dei ministri per l’approvazione della legge di Bilancio e del corrispondente documento da inviare a Bruxelles (Draft budgetary plan) si terrà entro il fine settimana, probabilmente nella giornata di sabato. Per quanto riguarda la scadenza europea, in realtà era fissata a ieri 15 ottobre ma il governo conta su un certo margine di tolleranza anche in relazione alla difficile fase in corso. Invece il termine di legge per l’invio alle Camere della Legge di Bilancio è indicato dalla legge nel 20 ottobre; anche in questo caso è prevedibile comunque che ci sarà un po’ di ritardo, vista la necessità di predisporre come oggi anno insieme all’articolato della legge tutte le relative tabelle.

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I grandi capitoli sono quelli già delineati nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza: ulteriori misure di sostegno all’economia in particolare per i settori più colpiti dalla crisi come turismo e ristorazione, conferma della riduzione dell’Irpef in busta paga per i redditi fino a 40 mila euro l’anno e della decontribuzione per i lavoratori delle Regioni meridionali, predisposizione di un fondo ad hoc per finanziare l’assegno universale per i figli, il cui debutto effettivo è previsto però per metà anno. Dal punto di vista politico, uno dei nodi riguarda il blocco dei licenziamenti disposto nel mese di marzo in pieno lockdown, che dovrebbe esaurirsi a fine anno. La pressione per una sua estensione è forte in particolare da parte dei sindacati. Il governo al momento è orientato invece a non rinnovarlo, come ha confermato il ministro dello Sviluppo economico Patuanelli. 

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Ma con un inasprimento della situazione sanitaria e le conseguenti difficoltà per le imprese viene presa in considerazione una misura meno generalizzata: l’ipotesi per ora è di escludere i licenziamenti per le aziende che fruiscono di Cig o decontribuzione, misure che devono comunque essere estese. Nella maggioranza c’è poi chi insiste per la cancellazione o quanto meno lo slittamento di plastic tax e sugar tax, eventualità che il ministero dell’Economia non ha escluso del tutto. Intanto il ministero dell’Economia ha ufficializzato la figura del “contribuente solidale” quello che pur potendo sfruttare il rinvio dei versamenti fiscali per l’emergenza Covid ha scelto di fare comunque il proprio dovere. In base al decreto firmato dal ministro Gualtieri, cittadini e imprese che faranno richiesta potrà fregiarsi del titolo, dopo le opportune verifiche: l’elenco sarà pubblicato sul sito del Mef. 

Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 15:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA