Tav Napoli-Bari, bando da 1,5 miliardi: ad aprile la gara per il supertunnel

Domenica 16 Febbraio 2020 di Marco Esposito
Quando parte il Piano Sud 2030? La risposta, nel piano stesso, si trova a pagina 5: l'attuazione è «immediata». Però il Mezzogiorno ha troppa esperienza di piani, patti, contratti, agenzie per non sapere che più i termini appaiono imperativi, meno sono effettivi. E allora è il caso di sfogliare il piano presentato venerdì dal governo a Gioia Tauro per individuare cosa sia fattibile e quando.

Il primo elemento di concretezza è la «clausola del 34%», vale a dire l'impegno della pubblica amministrazione a destinare una quota degli investimenti ordinari almeno pari a quella della popolazione, con l'eccezione dei fondi che abbiano criteri o indicatori di attribuzione. La regola del 34% è stata introdotta dal governo Gentiloni a fine 2016, come risposta a un Mezzogiorno che in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre aveva girato le spalle alla proposta di riforma dando un forte segnale di disaffezione. La legge doveva essere attuata a metà 2017, poi a fine 2017, quindi la palla passò al governo Conte e alla ministra del Sud Barbara Lezzi e adesso tocca al successore Peppe Provenzano. Il quale, con onestà intellettuale, parla di «recupero del ritardo». La clausola del 34% sarà attuata entro il 31 marzo 2020 e da sola vale 7,6 miliardi di euro nel triennio 2000-2022. Per ora l'unica cosa certa è che il ritardo nell'attuazione della clausola è costato 6 miliardi nel triennio 2017-2019.

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Una seconda scadenza, al 30 giugno 2020, riguarda il negoziato per la chiusura della programmazione dei fondi europei 2021-2027. La trattativa, come sempre nell'Unione europea, non è agevole perché la torta si è ristretta dopo l'uscita del Regno Unito. Tuttavia se l'obiettivo dell'Italia è confermare gli stanziamenti comunitari per il Mezzogiorno a un livello oltre i 30 miliardi di euro, il risultato appare a portata di mano perché - purtroppo - il Sud Italia in questi anni è scivolato all'indietro in tutti i parametri sociali per cui, quale che sia la regola prescelta, non toccherà di certo al meridione tirare la cinghia. Semmai l'Italia dovrà dimostrare quel che finora non ha mai fatto e cioè il rispetto del principio di addizionalità degli interventi comunitari e in questo la clausola del 34%, se applicata, dovrebbe aiutare.

Ma fin qui siamo alla pianificazione, importante e però priva di effetti immediati. Tuttavia il Piano promette un impegno sulle «prime azioni da attivare nel 2020». Quali?
 

L'intervento più imminente sembra la nomina dei commissari per le otto Zes, le zone economiche speciali, cui seguirà l'istituzione degli Uffici dei commissari. La finalità è semplificare ma, per il momento, si aumentano gli uffici e quindi la burocrazia. Ambizioso e da verificare è il varo, definito immediato, del «Piano sviluppo e coesione di rigenerazione amministrativa». Nel piano rientrerà un concorsone da avviare nel 2020 per selezionare 10mila giovani laureati con alte professionalità da inserire nelle amministrazioni meridionali e centrali.

È dato per imminente anche lo sgravio contributivo del 100% per il triennio 2020-22 per favorire l'occupazione femminile, ma in realtà si è in attesa del via libera di Bruxelles.

A settembre 2020 dovrebbe partire, nei comuni in cui il tasso di dispersione scolastica è più elevato, il programma di scuole aperte nel pomeriggio per attività culturali, sociali, artistiche e sportive, sul modello di quanto fatto in Campania con il programma Scuola Viva. Sempre nel settore della formazione, sin dal 2020 si punta a estendere la no tax area per chi si iscrive negli atenei del Mezzogiorno, compensando le università per il minore gettito. Gli atenei del Sud avranno anche un bonus per assumere a termine (36 mesi) ricercatori nati al Sud, con almeno due anni di esperienza all'estero e attivi al di fuori del Mezzogiorno.

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Sulle infrastrutture, le prospettive temporali sono diluite nel tempo, ma qualcosa di immediato c'è. Entro aprile 2020 dovrebbe essere pubblicato il bando per la galleria di valico sulla ferrovia Napoli-Bari. Un'opera colossale con un tunnel lungo 27,8 chilometri da percorrere a 200-250 orari. Il bando vale 1,5 miliardi di euro, che si conta di affidare entro il 2020. I lavori non dureranno meno di sette anni, quindi si andrà oltre il 2026 ufficiale.

Il Piano Sud 2030 contiene anche impegni sorprendentemente generici. Il più evidente riguarda gli asili nido, la cui costruzione al Sud era al primo punto del programma di Giuseppe Conte (bis). Ebbene: nel Piano Sud 2030 c'è il capitoletto «Nuovi nidi al Sud» ma non contiene una sola cifra, una sola data, un solo riferimento normativo. Eppure la finanziaria 2020 ha stanziato 2,5 miliardi diluiti del tempo da destinare a tutta Italia. Visto che finora le somme per i nuovi nidi sono state astutamente dirottate verso i luoghi dove i nidi ci sono già, sarebbe stato utile inserire un criterio per prenotare la parte più consistente dei fondi.  Ultimo aggiornamento: 19:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA