Torino, l'Appendino tra dimissioni e rimpasto della giunta per fare fuori i pasdaran grillini

Torino, l'Appendino tra dimissioni e rimpasto della giunta per fare fuori i pasdaran grillini
Ancora una volta l'amministrazione pentastellata di Torino guidata da Chiara Appendino è in bilico. Nonostante l'appoggio incondizionato arrivato ieri dal capo politico del Movimento 5Stelle Luigi Di Maio, che si è fermato nel capoluogo piemontese per un incontro fiume finito dopo mezzanotte, la situazione è grave.

Appendino ha parlato, si è presa due giorni per decidere: tra le ipotesi ci sarebbero anche le dimissioni, ma chi la conosce bene dice che non sarà lei a staccare la spina, e che ancora una volta troverà un modo per andare avanti superando l'ennesimo momento difficile.

Dalle opposizioni è un coro di richieste di dimissioni. «Ormai la giunta del Comune di Torino è un corpo estraneo rispetto alla città: hanno avuto una posizione folle sulle Olimpiadi, folle sulla Tav, ridicola rispetto al Salone dell'Auto. Ne traggano le conclusioni», ha affermato il capogruppo leghista alla Camera e coordinatore del Carroccio piemontese Riccardo Molinari. E alla domanda se Appendino debba dimettersi, ha replicato: «Io non chiedo mai le dimissioni di nessuno. Dico solo: tragga le sue conclusioni». Forza Nuova invece per chiedere le dimissioni della sindaca è arrivata ad aprire una petizione online.

L'Appendino potrebbe seguire le orme del sindaco a 5 Stelle di Venaria (Comune alle porte di Torino, ndr) Roberto Falcone, che si è dimesso da poche settimane. Oppure, ed è fra le ipotesi più accreditate, optare per un rimpasto della giunta liberandosi dello scomodo vicesindaco Guido Montanari, che rivendica di avere mandato i vigili a multare gli espositori del Salone dell'Auto per mancata celerità nel montare e smontare gli stand, dopo avere imposto per l'operazione tempi contingentati. Una delle gocce che hanno fatto traboccare il vaso e spinto la manifestazione, che ha avuto 700 mila visitatori e ricadute stimate in quattro milioni di euro, ad annunciare il trasloco a Milano. L'esclusione dalla maggioranza degli avversari interni più irriducibili sarebbe la strada più difficile, per una questione di numeri. L'appuntamento è per la seduta del Consiglio comunale di lunedì, o al più tardi per la riunione di maggioranza che Appendino ha convocato subito dopo. Fino ad allora nessun vertice, la sindaca ha detto di voler decidere da sola.
Sabato 13 Luglio 2019, 19:49 - Ultimo aggiornamento: 13-07-2019 20:29
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP