Fisco, tavoli all’aperto liberi per bar e ristoranti: verso la proroga al 2021

Lunedì 21 Settembre 2020 di Luca Cifoni
Fisco, tavoli all’aperto liberi per bar e ristoranti: verso la proroga al 2021

Niente tassa sull’occupazione di suolo pubblico per tutto il 2021 e conferma, per il prossimo l’anno, anche delle procedure rapide per la richiesta di nuove concessioni e la posa in opera di tavolini, pedane ombrelloni e così via. La proposta di prorogare le misure di emergenza per bar e ristoranti avanza al Senato in vista della conversione del decreto agosto, che già estendeva di due mesi (da fine ottobre a fine dicembre 2020) le misure già inserite nel decreto rilancio dello scorso maggio. C’è ancora qualche nodo da sciogliere, ma la volontà di dare un segnale politico è forte e a Palazzo Madama sono già stati presentati diversi emendamenti in merito.

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L’esonero dal pagamento della tassa sull’occupazione del suolo pubblico dovuta dai pubblici esercizi è scattata dal mese di maggio. La finalità dell’operazione era duplice: da una parte dare sollievo ad un settore duramente colpito dal quasi completo prosciugamento dei flussi turistici ed anche dallo svuotamento degli uffici a seguito del ricorso alla smart working, dall’altra favorire il graduale ritorno a livelli più normali di attività in condizioni di sicurezza. E poter sistemare il maggior numero di clienti all’aperto è stato un discreto aiuto in questo senso.

L’azzeramento riguarda la Tosap, ovvero la tassa sull’occupazione di spazi e aree pubbliche, ed anche il “gemello” Cosap, che in realtà non è un tributo ma un canone di occupazione: la facoltà se applicare l’una o l’altro è lasciata agli stessi enti locali. La stessa norma permette anche agli esercenti di chiedere ai Comuni nuove concessioni di spazi pubblici in via telematica semplicemente allegando la planimetria e senza pagare l’imposta di bollo. Inoltre cancella temporaneamente la necessità di specifiche autorizzazioni per la posa in opera di tavolini e altre strutture in vie e piazze di interesse culturale e paesaggistico.

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Il decreto agosto nella versione approvata dal governo prolungava, come già detto, l’esenzione e le procedure espresse dal 31 ottobre al 31 dicembre. Ora si tratta di decidere cosa fare per il prossimo anno e l’orientamento che si fa strada a Palazzo Madama è quello di estendere per tutto il 2021 il regime concepito per la fase di emergenza. Dal punto di vista dei minori introiti per i Comuni, che lo Stato deve compensare, il costo stimato è di circa 20 milioni al mese. 
 

 

In ogni caso c’è l’ipotesi di far partire la misura con la conversione del decreto in modo da dare certezza al settore, lasciando la copertura completa della misura alle risorse della legge di Bilancio (che entra in vigore dal primo gennaio). «Sono misure che hanno funzionato bene anche dal punto di vista della semplificazione burocratica, confermarle darebbe stabilità a un settore così duramente colpito» spiega il senatore del Pd Daniele Manca, relatore della legge di conversione. Questa scelta di fatto farebbe slittare la riforma prevista dalla legge di Bilancio dello scorso anno (in un contesto completamente diverso) che unificava in un unico canone Tosap, Cosap e tasse locali sulla pubblicità.

Ultimo aggiornamento: 13:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA