Whirlpool, Calenda accusa Di Maio in tv: «Ha mentito al Paese e agli operai»

di Francesco Pacifico

Francesco Pacifico
«Luigi Di Maio ha mentito al Paese e agli operai su Whirlpool. Sapeva della chiusura di Napoli da inizio aprile». Parola, anzi post su Facebook, di Carlo Calenda. Diventa un caso politico il salvataggio dello stabilimento di via Argine, con il neoeletto europarlamentare del Pd che non ha misurato le parole contro il suo successore al ministero dello Sviluppo. Il tutto mentre le opposizioni hanno chiesto al titolare del dicastero di via Veneto di venire a riferire in Parlamento. E l'accusa è molto grave: Di Maio era a conoscenza della crisi del sito partenopeo ben prima che la multinazionale americana - era il 31 maggio - ufficializzasse il suo disimpegno. Ma non contento, Calenda ha rincarato la dose e aggiunto nuovi particolari. Sempre il vicepremier avrebbe negli stessi giorni «incaricato Invitalia di analizzare il nuovo possibile investitore in sostituzione di Whirlpool». Contemporaneamente, «non ha ricevuto i sindacati che hanno chiesto un incontro, ha aspettato le Europee e poi ha fatto scene indecorose di finta indignazione». Conclusione: Di Maio «si deve vergognare», se non dimettere. La questione, tutta politica, ha finito per intrecciarsi alla trattativa sullo stabilimento campano, che ieri ha visto il secondo tavolo in sette giorni al Mise. Per la cronaca, Di Maio non ha replicato al suo predecessore, né l'azienda né i sindacati presenti al vertice gli hanno chiesto chiarimenti.
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Giovedì 13 Giugno 2019, 07:00
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