L'appello dei dermatologi: «La pelle non aspetta, riprendere le cure dopo il Covid»

Mercoledì 13 Ottobre 2021
dal sito della Fondazione Veronesi

Dopo la pandemia da Sars-CoV-2 bisogna urgentemente tornare a prenderci cura della nostra pelle, troppo a lungo trascurata, affidandoci con fiducia al dermatologo. È questo il messaggio lanciato dai Prof. Piergiacomo Calzavara Pinton e Nicola Pimpinelli, Presidenti del 95esimo Congresso Nazionale della SIDeMaST, la Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse presieduta dalla Prof.ssa Ketty Peris. Il Congresso, che per il secondo anno si svolge fino al 16 ottobre in versione digitale, sarà anche l’occasione per presentare tutte le novità in fatto di terapie dermatologiche, da quelle locali a quelle sistemiche e immunologiche, senza dimenticare i grandi passi avanti compiuti dalla fototerapia e dal perfezionamento delle tecnologie diagnostiche.

PIERGIACOMO CALZAVARA PINTON

«La pandemia ha creato un forte un disorientamento tra molti pazienti, che per paura del Covid hanno abbandonato le cure e soprattutto i controlli - affermano i prof Calzavara Pinton e Pimpinelli – e questo ha determinato un ritardo diagnostico e quindi terapeutico di entità variabile soprattutto nei tumori cutanei. Adesso bisogna tornare a curarsi affidandosi al dermatologo, un professionista che in sé riunisce tre competenze, diagnostica, chirurgica e follow up». Anche le terapie sistemiche sono sempre più mirate: «Molte novità –continua il prof Pinton – riguardano per esempio la terapia di precisione dei carcinomi basocellulari avanzati con Vismodegib e Sonidegib. Quest’ultimo è un farmaco di seconda generazione che mantiene sempre la stessa efficacia, ma con una maggior tollerabilità».

NICOLA PIMPINELLI

L’armamentario terapeutico del dermatologo oggi è ulteriormente arricchito grazie all’evoluzione della terapia fotodinamica: «Oggi ha un impiego sempre più mirato – prosegue il Prof. Pimpinelli – dato che le sostanze applicate sulla cute la rendono più ricettiva all’azione della luce; una volta attivate, sono incorporate solo dalle cellule tumorali senza che quelle sane vengano intaccate. In sostanza questa terapia, grazie alla sua selettività, può agire anche dove c’è solo una predisposizione allo sviluppo della patologia». Particolare attenzione sarà riservata agli strumenti diagnostici non invasivi a disposizione del dermatologo, sempre più evoluti e avanzati e in grado di “leggere” immagini sempre più precise.

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