Vaccini, prima dose Astrazeneca e seconda Pfizer: il mix funziona. «Risposta immunitaria più potente», studio su Nature

Venerdì 21 Maggio 2021 di Laura Mattioli
Astrazeneca e Pfizer, mix vaccini funziona. «Risposta immunitaria più potente», studio su Nature

Il mix di vaccini? Più potente e fornisce una maggiore protezione dal Covid. Lo hanno scoperto i ricercatori di uno studio condotto in Spagna. E il risultato è sorprendente: vaccinare le persone con entrambi i vaccini AstraZeneca e Pfizer produce una risposta immunitaria molto più potente contro il virus. I risultati preliminari dello studio condotto su oltre 600 persone pubblicati su Nature e presentati ieri confermano i vantaggi della combinazione di diversi vaccini contro il coronavirus.

Un altro studio britannico presentato la scorsa settimana è arrivato a un analogo risultato tanto che diversi paesi europei starebbero raccomandando di somministrare la seconda dose con un vaccino differente dal primo. I ricercatori sperano che tale modalità di vaccinazione  detto mix-and-match inneschi risposte immunitarie più forti e più robuste rispetto a due dosi di un singolo vaccino, semplificando al contempo gli sforzi di immunizzazione per quei Paesi che devono affrontare forniture fluttuanti dei vari vaccini.

«Sembra che il vaccino Pfizer abbia potenziato notevolmente le risposte anticorpali nei vaccinati AstraZeneca a dose singola. E questa è una notizia meravigliosa», ha affermato Zhou Xing, immunologo presso la McMaster University di Hamilton, in Canada.  A partire da aprile, lo studio spagnolo CombivacS ha arruolato 663 persone che avevano già ricevuto una prima dose del vaccino AstraZeneca (che utilizza un innocuo "adenovirus" di scimpanzé per fornire istruzioni alle cellule per produrre una proteina SARS-CoV-2). Due terzi dei partecipanti sono stati selezionati in modo casuale per ricevere la seconda dose di vaccino con Pfizer, almeno otto settimane dopo la loro prima dose.

«Il potenziatore Pfizer sembra scuotere il sistema immunitario dei partecipanti trattati con AstraZeneca» ha riferito Magdalena Campins, ricercatrice dello studio CombivacS presso l'ospedale universitario Vall d'Hebron di Barcellona, ​​in Spagna. Dopo questa seconda dose, i partecipanti hanno iniziato a produrre livelli di anticorpi molto più elevati rispetto a prima e questi anticorpi sono stati in grado di riconoscere e inattivare SARS-CoV-2 nei test di laboratorio. Mentre altri 232 partecipanti alla ricerca che non hanno ricevuto una vaccinazione di richiamo non hanno riscontrato alcun cambiamento nei livelli di anticorpi.

Un risultato analogo, mescolando vaccini diversi, era già stato raggiunto contro altre malattie, tra cui l'Ebola. «Queste risposte sembrano promettenti e mostrano il potenziale dei regimi eterologhi», afferma Dan Barouch, direttore del Center for Virology and Vaccine Research presso il Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, Massachusetts. Ma il mondo scientifico è diviso. Più scettico è infatti Daniel Altmann, immunologo dell'Imperial College di Londra, secondo cui una forte risposta immunitaria alla strategia mix-and-match «è del tutto prevedibile nel campo dell'immunologia di base».  Dare alle persone la prima e la seconda dose di vaccini diversi probabilmente ha senso, afferma Altmann. Ma si chiede cosa succederebbe se le persone avessero bisogno di una terza dose per prolungare l'immunità o proteggersi dalle varianti emergenti del coronavirus. Dosi ripetute di vaccini a base di virus come quello di AstraZeneca tendono ad essere sempre meno efficaci, perché il sistema immunitario monta una risposta contro l'adenovirus. I vaccini a RNA, al contrario, tendono a innescare effetti collaterali più forti con dosi aggiuntive. La scorsa settimana, uno studio del Regno Unito chiamato Com-COV, che ha analizzato le combinazioni degli stessi due vaccini, ha scoperto che le persone nei gruppi mix-and-match hanno sperimentato tassi più elevati di effetti collaterali comuni legati ai vaccini, come la febbre, rispetto alle persone che ha ricevuto due dosi dello stesso vaccino. 

 

Ultimo aggiornamento: 22 Maggio, 09:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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