AstraZeneca, svolta dalla produzione indiana: «Il vaccino protegge tutta la vita»

Lunedì 26 Luglio 2021 di Claudia Guasco
Vaccini, il siero Astrazeneca di produzione indiana è il più longevo: «Protezione per tutta la vita»

I vaccini contro il Covid Oxford AstraZeneca, prodotti e somministrati in India con il nome commerciale di Covishield, offrono una protezione dal contagio che può durare tutta la vita. È il risultato di uno studio realizzato nel Regno Unito, e diffuso da ”The Sun”, che spiega come il siero non solo generi anticorpi contro il virus, ma abbia anche creato «campi di addestramento» nel corpo, per consentire alle cellule T di contrastare le nuove varianti.

CELLULE LONGEVE

Gli autori della ricerca sono scienziati di Oxford, Regno Unito e Svizzera e hanno pubblicato sulla rivista Nature Immunology la loro scoperta: i vaccini adenovirus come quelli sviluppati da AstraZeneca e Johnson & Johnson possono addestrare il corpo a continuare a produrre cellule T vitali anche molto tempo dopo che gli anticorpi del vaccino sono diminuiti. E potrebbero continuare a produrli per tutta la vita. «Queste cellule T sembrano avere un livello molto alto di “idoneità”», afferma il professor Burkhard Ludewig, professore all’università di Zurigo e capo del Centro di ricerca medica dell’ospedale cantonale di San Gallo.

 

 

Dallo studio è emerso che gli adenovirus hanno la capacità di penetrare nelle cellule longeve, chiamate cellule reticolari fibroblastiche, che possono agire come «campi di allenamento» delle cellule T. Questa nuova scoperta accresce il peso dei recenti studi che hanno dimostrato come il vaccino AstraZeneca sia più efficace nel generare le cellule T rispetto a Pfizer e Moderna, che sono entrambi vaccini mRNA. A spiegare l’importanza nel futuro di questo studio è il professor Paul Klenerman, del Nuffield department of medicine di Oxford: «Milioni di persone hanno ricevuto vaccini contro l’adenovirus in tutto il mondo. L’obiettivo finale di questi vaccini è l’induzione della protezione a lungo termine del sistema immunitario utilizzando sia anticorpi che cellule T. Questa ricerca ci aiuta a capire di più sul processo di vaccinazione e perché gli effetti sui linfociti T killer siano così prolungati».

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VETTORI

Sotto la lente degli esperti ci sono i vettori del vaccino ad adenovirus. Gli autori descrivono una delle caratteristiche chiave di questi vaccini: la loro capacità di generare «popolazioni forti e sostenute dell’elemento “killer” delle cellule T del sistema immunitario». In un modello animale, gli scienziati hanno osservato che gli adenovirus sono in grado di entrare in cellule dei tessuti a vita lunga, note come cellule reticolari fibroblastiche, che a loro volta formano piccoli cluster ben organizzati, fungendo da «campo di addestramento» per le cellule T. Questo meccanismo sembra spiegare, osservano gli autori dello studio, perché questi vaccini ottengano queste robuste risposte del sistema immunitario. «Milioni di persone avranno ricevuto vaccini adenovirali in tutto il mondo, non solo il vaccino AstraZeneca, ma il vaccino J&J e anche le versioni cinese e russa. L’obiettivo finale di questi sieri è l’induzione della protezione a lungo termine del sistema immunitario utilizzando sia anticorpi che cellule T», osserva Paul Klenerman.

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I vettori ad adenovirus possono colpire cellule specifiche, note come cellule stromali, in tessuti come il polmone, generando «depositi» di antigeni in queste cellule a vita lunga. La loro natura longeva implica che l’antigene possa essere proposto al sistema immunitario molte volte, potenziando efficacemente la risposta. Gli esperti hanno anche approfondito altri meccanismi che potrebbero spiegare l’efficacia duratura, incluso il messaggero chimico chiave coinvolto nella segnalazione alle cellule T (IL-33, una cosiddetta «allarmina» rilasciata quando le cellule stromali ricevono segnali di sofferenza). Riguardo alla dote osservata per i vaccini a vettore adenovirale, la speranza dei ricercatori è ora di «poterla sfruttare nella progettazione di nuovi vaccini, di cui abbiamo ancora un disperato bisogno per malattie come la tubercolosi, l’Hiv, l’epatite C e il cancro», conclude Burkhard Ludewig.

 

NON RICONOSCIUTO IN ITALIA

Nel Regno Unito sono state somministrate circa cinque milioni di dosi del particolare vaccino AstraZeneca chiamato Covishield, prodotto dal Serum institute of India. L’eccezione rispetto ai lotti prodotti in altri parti del mondo è che questo tipo di Vaxzevria, il nome dell vaccino prodotto dalla casa farmaceutica AstraZeneca, è che non è mai stato approvato dall’Agenzia europea per i medicinali. Il Covishield è stato inserito a febbraio nell’elenco dei vaccini per l’uso di emergenza del Who (World health organization), ma l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) non lo ha mai riconosciuto, similmente a quanto successo con i vaccini di produzione cinese. I Paesi Ue che a oggi accettano il vaccino prodotto in India sono Austria, Belgio, Bulgaria, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Slovenia, Olanda, Slovenia, Spagna, con aggiunta di Svezia e Svizzera fuori dalla Ue. Questi Paesi riconoscono la vaccinazione con Covishield valida per l’ingresso dall’estero.

 

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A beneficiarne, oltre che i cittadini indiani, sono anche i residenti di Canada, Regno Unito e di vari Paesi latinoamericani, poiché migliaia di loro sono stati immunizzati con il Covishield. Situazione ben diversa in Italia, che si attiene alle disposizioni dell’Ema e per quanto riguarda gli arrivi dall’India ha prorogato fino al 31 luglio l’ordinanza che vieta l’ingresso in Italia per tutti coloro che provengono da Brasile, India, Bangladesh o Sri Lanka, che vi abbiano soggiornato o transitato nei quattordici giorni precedenti alla richiesta di ingresso in Italia.

Ultimo aggiornamento: 27 Luglio, 08:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA