Acqua ossigenata contro il Covid: lo studio dei ricercatori napoletani

Sabato 26 Settembre 2020

Un pool di ricercatori napoletani propone di incentivare l'uso dell' acqua ossigenata nella profilassi anti-Covid-19. Sull' argomento è stato pubblicato uno studio sulla rivista internazionale «Infection Control & Hospital Epidemiology», della Cambridge University. L' 'acqua ossigenata (perossido di idrogeno) è utilizzata per la disinfezione delle mucose dell' orofaringe e del naso. Le sue proprietà antisettiche sono ben note alla comunità scientifica. .®Il perossido d'idrogeno - dice Antonio Del Prete, docente di Oftalomologia all' Università Federico II, cioè la comune acqua ossigenata, come antisettico del cavo orale, mediante regolari sciacqui della mucosa orale (concentrazione al 3 per cento) almeno tre volte al giorno, e allo 1,5 per cento mediante nebulizzazione delle cavità nasali, e infine l'utilizzo dello iodopovidone allo 0,6 per cento istillato come collirio 2 volte al giorno, possono risultare particolarmente efficaci nella prevenzione dell'infezione generata da quello che è noto come Coronavirus«
 


Lo studio è stato redatto, oltre a Del Prete, da Arturo Armone Caruso, direttore sanitario dell'Aias di Afragola e responsabile dell'Uo di Diagnostica ORL e Citologia nasale; Antonio Ivan Lazzarino, ricercatore dell' »Agency of clinical research and medical statistics« di Londra; Lucia Grumetto, docente del dipartimento di Farmacia dell'Università Federico II. e Roberto Capaldi, medico. Da studi sul comportamento del Coronavirus è emerso che questo »staziona« sul muco che ricopre le cellule epiteliali per poi progredire fino a esse e replicarsi. È proprio in questa fase che il virus è più debole e può essere aggredito prima che raggiunga la mucosa tracheale, che, come dimostrato da studi sui macachi, avviene dopo circa due giorni dall'infezione. Secondo i ricercatori »l' efficacia del perossido di idrogeno è da ricondursi non solo alle sue ben documentate proprietà ossidanti e di rimozione meccanica, ma anche grazie all'induzione della risposta immunitaria innata antivirale mediante sovraespressione del TLR3 (Toll Like 3), riducendo pertanto complessivamente la progressione dell'infezione dalle alte alle basse vie respiratorie«.

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