CORONAVIRUS

Coronavirus, negli altri Paesi crescita contagi più veloce che in Italia: impennata in Spagna e Usa

Domenica 22 Marzo 2020 di Francesco Padoa
Coronavirus, negli altri Paesi crescita più veloce che in Italia: impennata in Spagna e Usa

La pandemia si allarga a macchia d'olio. L'Italia non ha ancora raggiunto il picco dei contagi, ma purtroppo altri Paesi, europei e non solo, viaggiano a ritmi di crescita ancor più preoccupanti. La Spagna su tutti, ma anche Germania e Stati Uniti. Sono i numeri a dimostrarlo, il grafico che pubblichiamo parla chiaro. Sono stati messi a confronto Cina, Italia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Francia e Usa, prendendo come punto di riferimento il giorno in cui in ogni Paese è stata raggiunta quota 400 casi di contagi: quello è il giorno zero.
 


Questo è necessario per fare un confronto reale tra la velocità di diffusione del virus in Paesi in cui l'epidemia è esplosa violenta in momenti diversi. Quindi in Italia è arrivata dopo la Cina, ma prima di tutti gli altri Paesi europei. Allora, il giorno 0, come si evince dal grafico, va considerato il 23 gennaio per la Cina, il 27 febbraio per l'Italia, il 6 marzo per Germania e Francia, l'8 marzo per la Spagna, il 10 per gli Usa, il 12 per la Gran Bretagna. Da allora la curva di crescita esponenziale del Coronavirus è molto più accentuata in Spagna, che nel giorno 16 ha più del doppio dei contagiati rispetto all'Italia.

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Ma anche in Germania il virus si sta diffondendo più velocemente che nel nostro Paese, mentre Francia e Gran Bretagna viaggiano appena al di sotto del nostro ritmo, ma con la stessa velocità di incremento della diffusione. E' invece terribilmente superiore l'andamento dei contagi negli Stati Uniti, dove nel giorno 12 il totale è già il triplo di quello che era in Italia. Questi sono i dati, assolutamente preoccupanti, che fanno capire come il problema sia mondiale e come non basta risolverlo nel proprio Paese per considerare debellato il Coronavirus.

In tutto il mondo sono più 307.280 le persone contagiate e 13.049 i morti per la pandemia di coronavirus. Il dato è stato aggiornato oggi dall'università John Hopkins, secondo la quale sono stati colpiti 171 paesi e territori. Le persone guarite sono 92.378. La Cina, dove è iniziata l'epidemia, è il paese più colpito con 81.348 contagiati, 3.265 morti e 72.360 guariti. Segue l'Italia con 53.768 contagi, 4.285 morti e 6.072 guarigioni (dati John Hopkins). Gli Stati Uniti sono saliti nelle ultime ore in terza posizione con 26.747 contagi, 340 morti e 176 guarigioni, seguiti dalla Spagna con 25.496 contagi, 1.381 morti e 2.125 guarigioni. La Germania è quinta per numero di contagi (22.364), ma registra 84 morti. Per l'Iran il dato diffuso dall'università è di 20.610 contagi, 1.556 morti e 7.635 guarigioni.

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Ma come abbiamo detto è la Spagna, in Europa, a destare le maggiori preoccupazioni. «I casi diagnosticati e i decessi aumenteranno nei prossimi giorni. Stanno arrivando giorni critici per i quali dobbiamo prepararci. Il rischio è ovunque, ma dobbiamo fare uno sforzo maggiore», ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in un discorso alla nazione nel pieno dell'emergenza coronavirus che vede la Spagna seconda per numero di contagi in Europa dopo l'Italia. «Sul fronte sanitario, il problema più grave è il numero di persone da curare, e poi c'è un altro fronte essenziale: restare a casa, so che è dura, ma dobbiamo andare avanti», ha aggiunto. In Spagna ad oggi sono 1.725 i morti per il coronavirus, 399 più di ieri, mentre i contagi arrivano a 28.572. Sono 3.474 i positivi al coronavirus fra gli operatori sanitari in Spagna, oltre il 10% del totale dei contagiati nel paese. Lo riferiscono fonti del ministero spagnolo della sanità a Madrid. Il governo spagnolo ha deciso di prorogare di 15 giorni lo stato d'allerta per l'emergenza coronavirus, come comunicato da Sanchez ai presidenti delle comunità autonome nel corso di una riunione telematica.

Ultimo aggiornamento: 24 Marzo, 19:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA