CORONAVIRUS

Covid, l'Oms: «Può tornare in autunno come la Spagnola che fece 50 milioni di morti»

Venerdì 26 Giugno 2020 di Luca Lippera
Covid, l'Oms: «Può tornare in autunno come la Spagnola che fece 50 milioni di morti»

Il direttore della rivista The Lancet, Richard Horton, la definisce senza mezzi termini «uno spettro»: la seconda ondata della pandemia di Covid-19 preoccupa molti, mentre altri sono convinti che il nuovo coronavirus stia perdendo forza. Difficile prevedere che cosa accadrà e gli scenari ai quali prepararsi sono due: tanti focolai da circoscrivere e bloccare in fretta, in quella che potrebbe diventare una sorta di routine nella convivenza con il virus, oppure il dilagare dei casi a macchia d'olio e di conseguenza l'arrivo di una nuova ondata, probabilmente dopo il fallimento dei tentatici di spegnere i focolai. 

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Certamente lo scenario di una seconda ondata porta con sé quello della Spagnola, la terribile pandemia di influenza che nel 1918 uccise 50 milioni di persone, già indebolite dalla Grande Guerra. «La prima ondata di quell'epidemia - scrive Horton - avvenne tra marzo e luglio e fu relativamente mite; la seconda ondata arrivò in agosto e le cose andarono molto peggio». Che possa esserci una seconda ondata anche per la Covid-19 non è affatto certo, ma secondo Horton, non bisogna farsi cogliere impreparati. Cita la Spagnola anche il direttore aggiunto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Ranieri Guerra: l'epidemia Covid «si sta comportando come avevamo ipotizzato», osserva, e «il paragone è con la Spagnola, che si comportò esattamente come la Covid: andò giù in estate e riprese ferocemente a settembre e ottobre, facendo 50 milioni di morti durante la seconda ondata». 

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Oggi, comunque, la situazione è molto diversa da allora e la scommessa più grande è riuscire a contrastare la seconda ondata sul nascere. Certamente c'è attenzione a quanto sta avvenendo nel mondo e unire le forze a livello internazionale è il primo passo, come ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, partecipando alla teleconferenza dei ministri della Salute del G7. C'è «preoccupazione» per l'andamento del contagio a livello globale, ha detto, e «soltanto insieme usciremo da questa battaglia. Perciò - ha commentato al termine della riunione - occorre continuare a mettere al centro la cooperazione internazionale». 
 


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«Adesso sparendo il Covid dai ricoveri in clinica - ha insistito Guerra - sembra che tutto sia finito, ma non è così». Rispetto alla nuova categoria dei “debolmente positivi”, ha precisato il direttore aggiunto dell'Oms, «non entro nelle classificazioni e definizioni artificiose che colleghi insigni di varie discipline possono fare. Guardo i fatti e i fatti dicono che il genoma del virus è ancora lo stesso e i fatti dicono che l'andamento di una epidemia come questa è ampiamente previsto e prevedibile. C'è una discesa che coincide con l'estate». «È vero - ha concluso Guerra - che le terapie intensive si sono svuotate, ma si sono svuotate come previsto che accadesse e non vogliamo si riempiano di nuovo in autunno. Tutte le precauzioni che stiamo prendendo hanno l'obiettivo di circoscrivere la circolazione del virus quando questa riprenderà».

Cinque deputati del gruppo “Cambiamo con Toti”, Stefano Benigni, Manuela Gagliardi, Claudio Pedrazzini, Alessandro Sorte e Giorgio Silli, in una dura nota, accusano di «puro terrorismo mediatico» il direttore aggiunto dell'Oms Ranieri Guerra. «Quanto affermato oggi da Guerra su Rai 3 pensiamo non sia corretto. Paragonare l'andamento del Coronavirus all'influenza Spagnola del 1918 dimenticando di rassicurare che la Scienza, un secolo dopo, ha fatto progressi e passi da giganti tali da poter evitare che si possano raggiungere, in una eventuale seconda ondata di cui nessuno ha la certezza, i 50 milioni di morti è puro terrorismo mediatico. Ribadiamo l'importanza di continuare ad osservare le precauzioni sanitarie del caso ma crediamo anche che sia arrivato il momento di porre un freno alle tante ipotesi scientifiche espresse in assoluta libertà che circolano sui mass media. Abbiamo bisogno di fiducia e concretezza, di soluzioni serie per uscire dalla crisi sanitaria ed economica non di storie del terrore che destabilizzano solo il futuro della gente».

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Oms: 30 miliardi per il vaccino. Per lo sviluppo di un vaccino, di cure e per condurre test sul coronavirus sono necessari 31,3 miliardi di euro in 12 mesi. Lo ha reso noto l' Oms in un comunicato. L'obiettivo dell'iniziativa dell' Oms, che ha costituito una coalizione globale contro il Covid, è tra le altre cose di consegnare 500 milioni di test ai Paesi a basso e medio reddito, fornire cure a 245 milioni di persone entro la metà del 2021, e di arrivare alla produzione di 2 miliardi di dosi di vaccin - un miliardo dei quali da destinare ai Paesi poveri - entro la fine dello stesso anno.

Le armi per contrastare la seconda ondata e i focolai che potrebbero aprirle la strada ci sono già e in attesa del vaccino, che richiederà comunque tempi ancora lunghi, è importante utilizzare tutti i mezzi disponibili. D'altro canto, ha osservato il direttore di The Lancet, che questa sia una strategia efficace lo ha dimostrato anche la storia dell'epidemia di Aids. Per contrastare la pandemia di Covid-19 bisogna quindi lavarsi le mani, indossare le mascherine, mantenere il distanziamento sociale. Se la situazione lo richiedesse, secondo alcuni modelli si potrebbe stringere ulteriormente il cerchio intorno alla circolazione del virus SarsCov2 ricorrendo a brevi lockdown, della durata di due settimane, seguiti da riaperture della durata compresa fra due e sei settimane.​

Ultimo aggiornamento: 27 Giugno, 01:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA