Covid, addio a quarantena per i positivi? Il virologo Clementi: «Ormai è inutile, la malattia è cambiata»

Venerdì 29 Aprile 2022
Covid, addio a quarantena dei positivi? Il virologo Clementi: «Ormai è inutile, la malattia è cambiata»

Covid, quando diremo addio alla quarantena per i positivi? Mentre si discute ancora delle nuove regole sulle mascherine al chiuso, al lavoro e sui mezzi pubblici, dal virologo Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, arrivano parole importanti riguardo questo argomento. Secondo Clementi il prossimo passo verso la normalità in Italia potrebbe infatti essere l'addio alla quarantena anche dei positivi a Sars-CoV-2.

 

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«In parecchi Paesi non isolano più. E anche io sono molto dubbioso sull'utilità di questo», afferma Clementi all'agenzia Adnkronos Salute. «Il prossimo vero passo verso la normalità, a mio avviso, è la campagna dei richiami vaccinali in autunno, visto il fallimento di questa quarta dose» primaverile, «che ha avuto bassissime adesioni. E secondo me hanno fatto bene le persone a lasciarsi questa chance per settembre-ottobre. Altrimenti si sarebbero dovuti rivaccinare subito di nuovo, per poi essere richiamati pure a Natale, a primavera prossima e avanti così». Quanto alla quarantena dei positivi, Clementi si chiede: «Che effetto ci dà? Il tracciamento non esiste più e il virus circola soprattutto tra i non sintomatici».

 

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«Mascherine in ufficio, giusto metterle ancora»

 

«Pare che dall'1 maggio si faccia un passo avanti» verso la fine delle misure Covid, «con cautela per queste ultime settimane, ma certamente ci sono scelte che aiuteranno anche il turismo un pò a riprendere. Sono d'accordo» con la linea adottata sulle mascherine, «di mantenere la precauzione» dell'obbligo in alcuni contesti, dai mezzi pubblici agli ospedali, come in cinema e teatri, «fino a giugno inoltrato. Io adotterei anche in autunno la stessa precauzione». E «in ufficio», dove da maggio sarà solo raccomandata, «la mascherina la continuerei ad usare comunque, negli open space o in presenza di altre persone. Come forma di rispetto. Non dico di indossarla quando si è soli nella propria stanza davanti al pc. Ma farlo in presenza d'altri, specie adesso che abbiamo anche un orizzonte temporale, si tratta di un piccolo sacrificio».

 

Clementi esorta le persone a considerare le mascherine come 'amiche', non 'nemiche' da eliminare. «Poi ognuno è libero di fare quello che vuole - puntualizza - ma spero che le persone siano state ormai edotte sull'utilità della mascherina in certi momenti. Non le dovranno vedere come una cosa negativa, ma come qualcosa da usare al bisogno, come un accessorio della quotidianità, come gli occhiali da sole, come un presidio che difende. Io in ufficio la sto usando e la userò. Non dico di arrivare all'assurdo di tenerla mentre si guida da soli in auto, quello è sempre stato inutile», sorride. Quanto all'allentamento sul Green pass che scatta dal primo maggio «l'avrei fatto anche prima, era rimasta la cosa più difficile da comprendere - conclude il virologo - Il ruolo di invitare alla vaccinazione lo aveva già svolto nelle prime settimane di applicazione. In questo momento è solo una misura non utile. È giusto non essere più vincolati a mostrarlo».

 

«Covid oggi è malattia diversa, no a misure straordinarie»

 

«Oggi con Covid stiamo vedendo una malattia diversa, una malattia che si caratterizza per tante infezioni asintomatiche o poco sintomatiche delle vie aeree superiori, e che non è più quella che abbiamo conosciuto nel primo anno di pandemia. Quindi io mi meraviglierei che per una forma epidemica di questo tipo fossero prese delle misure straordinarie», come per esempio succede in Cina dove ci sono attualmente decine di città, con milioni e milioni di persone in lockdown, aggiunge Clementi.

 

Proprio per questo l'esperto accoglie con favore l'allentamento delle ultime misure. «È giusto continuare a fare tamponi perché» l'andamento di questa epidemia «dobbiamo tenerlo sotto controllo, e il fatto di avere un riscontro diagnostico è importante, però tra un pò non sarà più così». «Dovremo continuare a farlo fino all'autunno, perché quello sarà il momento in cui dovremo decidere chi vaccinare, se vaccinare di nuovo le persone ad alto rischio, dovremo capire quanto sarà presente il virus in quel momento e quanto inciderà sulle strutture ospedaliere», elenca il virologo.

 

Però tiene anche a precisare: «Non c'è sorpresa» nel modo in cui si sta evolvendo il virus, con il fioccare di sottovarianti e ricombinanti di Omicron. La sua «è un'evoluzione perfettamente attesa, che non fa deragliare il virus al di fuori di Omicron, anzi sottolinea come l'evoluzione di Omicron sia stata un'evoluzione che in qualche modo ha adattato il virus al nuovo ospite, all'uomo, e chiaramente qualche vantaggio il virus doveva riceverlo in cambio e ha ricevuto una maggiore facilità di trasmissione. Ma è stato un virus che, se vogliamo, insieme al vaccino ha immunizzato le persone».

 

Chi paventa l'arrivo di una variante Covid che torni indietro alle sue versioni più 'cattive' come un rischio che continuerà a lungo nel futuro «dovrebbe dire quando ha visto un evento del genere - obietta Clementi - Un virus nuovo che approda all'uomo il peggio di sé lo dà quando arriva. Poi nel tempo si adatta. Non c'è mai stata una retromarcia del virus e io penso che non la vedremo, per via dell'adattamento al nuovo ospite. Sono preoccupato per altri virus, per esempio per l'influenza aviaria, per quello che potrebbe succedere. Ci sono stati focolai importantissimi in questi ultimi tempi, passati quasi nel silenzio, che invece dovrebbero essere monitorati molto bene perché dobbiamo evitare che accadano nuovi 'spillover'», salti di specie, «dalla natura all'uomo in futuro».

Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 16:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA