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Covid, i contagi calano ma la mortalità aumenta: cosa succede (e perché è un dato da monitorare)

Il paragone tra i dati del 2020 e quelli del 2022 mette in luce le variabili da tenere d'occhio

Domenica 20 Febbraio 2022 di Giampiero Valenza
Covid, i contagi calano ma la mortalità aumenta: cosa succede (e perché è un dato da monitorare)

Il Covid non è un banale raffreddore, e lo dimostrano i dati delle morti giorno dopo giorno. Della minor “cattiveria” della variante Omicron, ormai diffusa in tutta Italia, si ha un’evidenza numerica chiara, che è anche però l’effetto delle misure messe in campo per lottare contro la pandemia, come i vaccini.

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Focus sul tasso di letalità

Abbiamo preso a paragone i picchi dei contagi dall’inverno del 2020 per cercare di capire come è cambiato il tasso di letalità, cioè il numero di persone che sono morte a causa di una malattia (in questo caso, di Covid-19), dividendolo per il numero totale degli affetti dall’infezione da coronavirus. I numeri confermano che qualcosa è avvenuto e che le misure stanno funzionando. Ma che, allo stesso tempo, c’è bisogno di continuare perché il tasso di letalità è in timida crescita.

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Primo giorno di picco preso in esame, quello del 13 novembre 2020, quando si registrarono 40.902 casi in Italia e 550 morti per Covid, con un tasso di letalità dell’1,12%. Passa qualche mese, si superano le feste di Natale e il 12 gennaio 2021 arriva il secondo picco: 14.242 casi e 616 morti. Qui la letalità schizza al 4,3%. Dopo poco meno di due mesi arriva la nuova ondata: il 22 marzo 2021 ci sono 24.501 casi e 386 morti (con la letalità all’1,5%). Percentuali, dunque, che tornano a calare.

Il 19 gennaio 2022 i numeri dei contagi mettono di nuovo paura, e confermano la maggiore contagiosità della variante Omicron: 200.966 casi in un solo giorno, ma 380 morti (lo 0,1% di letalità). I dati del 19 febbraio 2022, invece, attestano una situazione con la letalità in aumento rispetto ai 30 giorni precedenti: 0,4% (con 50.675 casi e 252 morti). Un trend che è stato riscontrato anche a inizio mese: il primo febbraio in Italia ci sono stati 133.306 casi e 427 morti, per un tasso di letalità dello 0,3%.

Le variabili

Le variabili in gioco che hanno contribuito a una modifica così profonda tra 2021 e 2022 sono state diverse. Il primo è il ruolo che hanno avuto i vaccini, il secondo quello di una variante del virus Sars Cov-2 che ha dimostrato una ridotta aggressività. Ma rispetto alla letalità dello 0,1% del 19 gennaio oggi siamo allo 0,4%: un fenomeno tutto da monitorare con attenzione.

I numeri evidenziano un’efficacia delle misure vaccinali, ma anche come sia importante continuare con le terze dosi: ora il 68,24% delle persone, in Italia, l’ha ottenuta. Una percentuale totalmente diversa rispetto a chi ha avuto il ciclo vaccinale primario (all’82,78%), con il 2,57% in attesa della seconda. La ricerca più volte ha evidenziato che il vaccino anti-Covid evita gli stadi gravi della malattia: un motivo in più per affidarsi alla scienza.

Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio, 17:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA