Una giovane donna arrivata in travaglio al Rabin Medical Center di Petah Tikva, a pochi chilometri da Tel Aviv, in Israele, è la prima persona al mondo in cui sia stata documentata una infezione simultanea da Covid e virus dell'influenza, ribattezzata “flurona”, dall'unione delle parole inglesi 'flù (influenza) e 'coronà. La donna sta bene e dovrebbe essere dimessa a breve. A darne notizia è stata la testata israeliana Ynet. Secondo la ricostruzione, la donna si è presentata in travaglio all'ospedale all'inizio della settimana. Non era vaccinata contro il coronavirus né contro l'influenza e presentava sintomi simil-influenzali.
«Le sono stati diagnosticati l'influenza e il coronavirus non appena è arrivata.
“Flurona:” In 1st In Israel: New Mother Ill With COVID And The Fluhttps://t.co/Uw3HSsA0MP
— Yeshiva World News (@YWN) December 30, 2021
«L'infezione insieme di Covid e influenza è un pò strana perché in medicina si è sempre detto che se c'è un virus che dà una malattia impedisce che se ne sviluppi un'altra dovuta a un diverso virus. La spiegazione potrebbe stare nel fatto che il Covid causa un difetto di produzione di interferone e questo aprirebbe la strada all'altro virus, che in questo caso è quello dell'influenza», ha spiegato Roberto Cauda, infettivologo del Policlinico Gemelli di Roma e consigliere scientifico dell'Ema.
«Il caso riscontrato in Israele - ha aggiunto - induce a dire ancor di più vaccinatevi anche contro l'influenza». Intanto, proprio sul fronte vaccino anti-influenzale nei giorni scorsi è arrivata una importante novità: un gruppo di ricercatori coordinati dallo Scripps Research Institute di La Jolla ha pubblicato su Nature uno studio che pone le basi per un vaccino universale contro l'influenza. Ha infatti identificato una nuova porzione di virus dell'influenza contro cui indirizzare vaccini di nuova generazione: è presente in diversi virus della famiglia H1 e almeno in una parte di quelli della famiglia H2 e H5. Inoltre non ha la tendenza a mutare. «Il sistema immunitario umano ha già la capacità di produrre anticorpi contro questo epitopo, quindi è solo questione di applicare i moderni metodi di ingegneria proteica per creare un vaccino che sia in grado di far produrre un numero sufficiente di quegli anticorpi», ha aggiunto la prima firmataria dello studio Jenna J. Guthmiller. Secondo gli scienziati, disporre di un vaccino a così ampio spettro potrebbe essere utile sia contro l'influenza stagionale, sia per proteggerci da future pandemie causate da virus influenzali.
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