Il Covid ha silenziato l'influenza stagionale? Domande e risposte

Venerdì 31 Dicembre 2021 di Lorenzo Calò
Il Covid ha silenziato l'influenza stagionale? Domande e risposte

Non solo Covid, c'è anche l'influenza stagionale, questa (semi) sconosciuta. Eppure l'attenzione del ministero della Salute e dell'Istituto superiore di sanità è altissima rispetto a un fenomeno epidemico che soltanto negli ultimi due anni è stato «silenziato» ma che - vedremo - non va affatto sottovalutato. L'andamento dell'influenza stagionale in Italia è monitorato da un gruppo di studio - epidemiologico e virologico - istituito presso l'Iss, pool che redige un rapporto periodico. A coordinare l'analisi epidemiologica è il dottor Antonino Bella.

1. QUALI SONO I NUMERI DELL'INFLUENZA STAGIONALE?
L'influenza vera e propria (il picco) non è ancora arrivata: rispetto alla stagione 2018/2019 (ultima pre Covid) i dati di laboratorio rilevano percentuali di virus influenzali cinque volte più basse. In calo anche l'incidenza complessiva dei casi stimati di sindromi simil-influenzali che nella settimana 6-12 dicembre scende al 4,1% su mille assistiti a fronte del 4,8% della settimana precedente. E dall'inizio del monitoraggio (ottobre 2021) solo lo 0,8% dei campioni virologici esaminati dalla rete Influnet dell'Iss sono risultati ascrivibili ai virus influenzali propriamente detti. Una percentuale cinque volte inferiore a quella registrata nell'ultima stagione influenzale prima del Covid.

2. I VACCINI ANTI-COVID HANNO RALLENTATO IL PROCEDERE DELL'INFLUENZA?
Sì. La campagna vaccinale anti-Covid ha determinato un effetto frenante rispetto all'influenza della stagione fine 2020-inizio 2021. Un'importanza fondamentale ha anche rivestito il rispetto di elementari norme di profilassi come la maggiore accuratezza nel lavaggio delle mani, l'uso di mascherine e il distanziamento. Confrontando i dati con le due stagioni precedenti - evidenzia l'analisi dell'Iss - si osserva che nella stagione 2020/2021 la percentuale di campioni di virus influenzali tra novembre e metà dicembre è stata pari a 0, mentre era stata dell'1,69% nella stagione 2019/2020 e del 4% nella stagione 2018/2019, l'ultima prima dell'inizio della pandemia Covid.

3. COME STA PROCEDENDO LA CAMPAGNA VACCINALE ANTI-INFLUENZALE?
Secondo il monitoraggio dell'Iss la percentuale media di copertura delle fasce a rischio (fragili e popolazione over 65 anni) è del 65,3% con variazione più o meno significative tra Regioni. Sopra la media nazionale sono la Calabria (Regione con la percentuale di copertura più alta, al 79%) Umbria, Sicilia, Campania, Emilia Romagna, Lazio. Sotto la media nazionale Puglia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Abruzzo, Sardegna.

4. CHE COSA SONO LE SINDROMI SIMIL-INFLUENZALI E QUANTO SONO DIFFUSE?
La sindrome simil-influenzale (detta, in inglese, influenza like illness-ILI) è una infezione virale caratterizzata da una sintomatologia molto simile a quella dell'influenza, ma è dovuta a virus diversi da quello dell'influenza e determina una percentuale più bassa di complicanze. Secondo il report dell'Iss il livello di incidenza, nella 49esima settimana del 2021 (6-12 dicembre scorso), è pari a 4,1 casi per mille assistiti a fronte del 4,8% della settimana precedente. Lo stesso rapporto sottolinea che la maggior parte dei casi di sindromi simil-influenzale segnalati sono finora riconducibili ad altri virus respiratori diversi da quelli influenzali la cui circolazione è di tipo sporadico. Nella quarantanovesima settimana del 2021, i casi stimati di sindrome simil-influenzale, rapportati all'intera popolazione italiana, sono circa 243mila, per un totale di circa 1.824.000 casi a partire dall'inizio della sorveglianza.

5. CHI RISCHIA DI PIÙ?
In base ai dati raccolti dall'Iss sono colpiti maggiormente i bambini al di sotto dei cinque anni di età, in cui si osserva, fino al 12 dicembre scorso, un'incidenza di sindromi simil-influenzali pari a 14,5 casi per mille assistiti, in diminuzione rispetto a 17,2 registrato nella precedente settimana.

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6. QUAL È L'INDICE DI MORTALITÀ DOVUTO ALL'INFLUENZA?
Per quanto riguarda la mortalità, sono due le modalità di sorveglianza. La prima è il Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (Sismg) che si basa su 20 città campione italiane che raccolgono quotidianamente il numero di decessi negli ultra 65enni per tutte le cause (non solo per influenza). Questo numero viene confrontato con quello atteso costituito dalla media dei decessi registrati nei cinque anni precedenti. Ogni anno l'influenza determina un eccesso di mortalità. Se si osserva l'andamento della mortalità totale (cioè per tutte le cause) in un periodo di tempo, si nota un andamento sinusoidale con dei picchi in corrispondenza dei mesi invernali e degli avvallamenti nei periodi estivi e i picchi si evidenziano soprattutto tra le persone anziane. Il sistema di sorveglianza prende in considerazione il numero di decessi per tutte le cause perché i dati dei decessi per influenza non sono disponibili in tempo reale. Infatti l'Istat ogni anno codifica tutti i certificati di morte, compresa l'influenza, e ne attribuisce la causa principale, un processo che richiede - per rendere disponibili i dati di mortalità per specifica causa - mediamente un periodo di due anni. Il secondo sistema di sorveglianza è quello delle forme gravi e complicate di influenza confermata in laboratorio nei pazienti ricoverati in terapia intensiva. Questo sistema monitora il numero di decessi attribuibili all'influenza che si osservano nella popolazione di pazienti che ha un quadro clinico molto grave. Dunque, nessuno dei due sistemi di monitoraggio fornisce il numero totale di decessi che l'influenza stagionale provoca ogni anno in Italia. Inoltre, se analizziamo i dati di mortalità specifici per influenza che l'Istat fornisce ogni anno in Italia, i decessi «per influenza» sono qualche centinaio. Il motivo principale è che spesso il virus influenzale aggrava condizioni già compromesse di pazienti affetti da altre patologie (respiratorie o cardiovascolari o tumorali) fino a provocarne il decesso. In questi casi spesso il virus influenzale non viene identificato o perché non ricercato o perché il decesso viene attribuito a polmoniti generiche. Per questo motivo diversi studi pubblicati utilizzano differenti metodi statistici per la stima della mortalità per influenza e per le sue complicanze. È grazie a queste metodologie che si arriva ad attribuire mediamente la cifra di 8mila decessi per influenza e le sue complicanze ogni anno in Italia.

7. CHE COS'È LA FLURONA?
La notizia attiva da Israele dove una paziente è risultata positiva sia al virus stagionale sia al Covid: non era vaccinata per nessuno dei due casi. È una sindrome infettiva che associa l'influenza (inglese flu) e Covid (Corona). Secondo il professor Roberto Cauda, infettivologo del Gemelli di Roma e consigliere scientifico dell'Ema, «l'infezione insieme di Covid e influenza è un po' strana perché in medicina si è sempre detto che se c'è un virus che dà una malattia, esso impedisce che se ne sviluppi un'altra dovuta a diverso virus. La spiegazione potrebbe stare nel fatto che il Covid causa un difetto di produzione di interferone e questo aprirebbe la strada all'altro virus, che in questo caso è quello dell'influenza».

Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio, 11:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA