Covid, Bassetti: «L'influenza mi preoccupa di più. Mascherina a Natale? Non se ne parla. Stop al “tamponificio”, gli ospedali sono in difficoltà»

A Mattino 5 l'infettivologo ha parlato di influenza, Covid e vaccini

Covid, Bassetti: «L'influenza mi preoccupa di più. Natale in mascherina? Non se ne parla, stop al tamponificio»
Covid, Bassetti: «L'influenza mi preoccupa di più. Natale in mascherina? Non se ne parla, stop al tamponificio»
Giovedì 8 Dicembre 2022, 13:38 - Ultimo agg. 10 Dicembre, 08:53
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«Oggi il Covid non mi preoccupa», ad allarmare invece l'infettivologo Matteo Bassetti è l'influenza. Stando ai dati oggi in Italia sono piu' di 2,5 milioni le persone che sono a casa malate così Bassetti commenta i numeri a Mattino 5. 

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Covid e influenza, interviene Matteo Bassetti

«Sul Covid tra vaccinati e guariti abbiamo più del 95% di persone, il virus trova un ostacolo nei nostri anticorpi e lo stesso non sta avvenendo per l’influenza. Dopo tre anni di mascherine, distanziamenti trova una strada molto più dritta anche verso i nostri polmoni. Non dimentichiamoci che l’influenza può portare a polmoniti nelle persone fragili: non bisogna allarmare gli italiani ma abbiamo le vaccinazioni e non vedo perchè non si possano fare per le influenze, che è un investimento per le prossime 4 settimane».

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I dati

La velocità a cui sta andando ora l'influenza non si raggiungeva dal 2009-2010, l'anno della pandemia da influenza "suina". Secondo gli ultimi dati della rete di sorveglianza InfluNet dell'Istituto Superiore di Sanità, nella scorsa settimana sono stati 771mila gli italiani colpiti da sindromi influenzali. Sono inoltre oltre 2,5 milioni quelli che hanno contratto l'infezione dall'inizio della stagione. Uno scenario allarmante soprattutto se si pensa che i piu' colpiti sono i bambini sotto i 5 anni.

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I vaccini

E sui vaccini Bassetti ha aggiunto: «Non riconoscere ciò che i vaccini ci hanno dato vuol dire essere ciechi, sordi e muti. Se lei viene in un ospedale italiano e guarda la situazione, anche i più fragili se vaccinati si fanno pochi giorni di Covid, non riconoscere i vaccini significa essere fuori dal mondo».

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I tamponi

E secondo l'infettologo bisogna anche cambiare le regole del Covid: «Dire oggi ad uno che ha il Covid che deve stare obbligatoriamente a casa e poi deve fare il tampone finale non fa altro che aumentare il numero di persone che non comunicano la positività. La proposta dello Spallanzani che il ministro Schillaci pare voglia portare avanti sia ragionevole: 5 giorni a casa e poi esci senza tampone. E’ importante dire alla gente cosa deve fare: se ha sintomi è bene che stia a casa, ma se a casa non ci può stare si mette una mascherina per evitare il contagio».

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Le mascherine

E visto che le feste si avvicinano, anche qui Matteo Bassetti è chiaro: «Natale in mascherina? Non se ne parla neanche. L’errore di mantenere l’obbligo di mascherine anche quando non era utile ha portato oggi la gente ad avere un comportamento ostile verso le stesse. E’ giusto metterle per i fragili e gli anziani, ma non ha senso l’obbligo per tutti». E Bassetti dice stop anche ai tamponi a tutti i costi: «Sta mettendo in difficoltà gli ospedali. I tamponi vanno fatti solo quando servono, in caso di sintomi respiratori, se no rischiamo di ingolfare i nostri ospedali e di tornare alle difficoltà dell’anno scorso. Oggi si fa un tamponamento seriale per tutti, in alcuni ospedali ci sono ancora addirittura i reparti covid che sono una cosa fuori dal mondo, vecchio e anacronistico».

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