CORONAVIRUS

Covid, 45mila medici e infermieri ancora senza vaccino: scattano le sospensioni

Lunedì 21 Giugno 2021
Covid, 45mila operatori sanitari ancora senza vaccino: scattano le sospensioni

Ecco la sospensione per chi ha deciso di non vaccinarsi. Sono arrivati i primi stop per gli operatori sanitari a due mesi dal decreto che ha introdotto l'obbligo di vaccino anti-Covid per medici e infermieri che operano in ospedali, cliniche e Rsa. E sono circa 45.753 quelli che sono ancora «in attesa di prima dose o unica» di vaccino, il 2,3% del totale dell'1,9 milione di professionisti della sanità. E ora le Asl hanno cominciato a comunicare le prime sospensioni: gli Ordini professionali, gli ospedali e le Rsa hanno fornito e stanno ancora fornendo i nominativi di tutti i medici e gli infermieri delle diverse strutture sanitarie che si sono detti contrari e hanno rifiutato la dose.

 

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Dall'Emilia Romagna alla Puglia: i dati

In Emilia Romagna sono oltre 14mila gli operatori sanitari che ancora non sono vaccinati, quasi l'8% del totale; segue la Sicilia con 9.214 (6,5%) e poi la Puglia con 9mila, (6,5%). Proprio quest'ultima però è una delle Regioni più attive nello "stanare" i professionisti della sanità non ancora immunizzati. A fine maggio a Brindisi 5 dipendenti dell'Azienda sanitaria sono stati sospesi dal lavoro senza stipendio perché hanno rifiutato il vaccino anti-Covid. Ci sono poi i casi di chi, già sanzionato, ha provato a fare ricorso. Pochi giorni fa il giudice del lavoro ha dato ragione alla Rsa "Villa Belvedere" di Crocetta del Montello (Treviso), dopo che cinque operatori no-vax sospesi dal lavoro, avevano fatto ricorso contro il provvedimento della Rsa.

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«Dobbiamo fare una riflessione, dai dati delle tabelle dell'ultimo report ci sono alcune Regioni che hanno zero nella tabella degli operatori sanitari non vaccinati, mi pare davvero strano - ha detto all'Adnkronos Salute Pietro Giurdanella, presidente dell'Ordine degli infermieri della provincia di Bologna - Poi voglio dire che è possibile che alcuni colleghi non possano fare il vaccino anti-Covid per motivi di salute, immunodepressi o pazienti ematologici. In questi mesi al nostro Ordine sono arrivate diverse segnalazioni di infermieri, liberi professionisti, che hanno avuto difficoltà a vaccinarsi, ad esempio chi lavora per l'Inps. Detto questo noi abbiamo sempre detto, senza se e senza ma, che il vaccino va fatto. Indipendentemente dalla legge sull'obbligo, c'è una deontologia che va rispettata. Al momento - rimarca - ancora non ci sono arrivate segnalazioni dalle Asl, ma credo che arriveranno a breve e siamo pronti ad intervenire».

L'ordine dei medici: «Sospensione ope legis per medici non vaccinati»

«Abbiamo dato oggi indicazioni a tutti gli ordini territoriali che, in presenza di un accertamento da parte della Asl di operatori sanitari e medici non vaccinati, si provveda ope legis alla sospensione del medico e alla sua attività finchè lo stesso non avrà effettuato la vaccinazione anti-Covid e comunque non oltre il 31 dicembre», ha detto all'Ansa il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, Filippo Anelli, in riferimento alle sospensioni avviate da Asl di varie regioni sulla base del chiarimento del ministero sul decreto di aprile che ha introdotto l'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari.

 

 

Ultimo aggiornamento: 23 Giugno, 09:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA