CORONAVIRUS

Ventuno mesi di Covid: 5 milioni di morti, 7 miliardi di vaccini: dati e “misteri” del mondo nelle mappe della John Hopkins University

Domenica 14 Novembre 2021 di Luca Lippera
Covid, oltre 5 milioni di morti e 7 miliardi di vaccini nel mondo: mappa, dati e statistiche della John Hopkins University

Il Coronavirus,  in ventuno mesi di pandemia, ha ucciso in tutto il mondo 5.099.510 persone e ci sono tuttora alcuni enigmi. Le cifre, aggiornate alle prime ore di questa mattina, vengono divulgate dalla John Hopkins University di Baltimora (nel Maryland, Stati Uniti), l'istituzione scientifica privata che raccoglie i dati sul Covid19 forniti attraverso canali diplomatici o ministeriali dai Governi di tutti i Paesi e li fotografa giorno per giorno permettendo l'elaborazione di statisticheproiezioni che suscitano anche interrogativi.

 

 

Il virus classificato come Covid19, stando ai numeri dell'università americana, fondata nel 1876 durante la presidenza di Ulysses Grant, ha provocato, direttamente o meno direttamente, il decesso dello 0,064 per cento della popolazione della Terra, la quale viene stimata pari a 7 miliardi e 850 milioni di individui includendovi tutti: bambini, anziani, abitanti delle zone più controllate e di quelle che non lo sono affatto. Sono morte - considerando la cosa in termini assoluti, non percentuali - circa 650 persone per ogni milione di abitanti presenti sul pianeta in tutto l'arco di tempo preso in considerazione. Cioè, appunto, ventuno mesi. Per valutare le dimensioni del fenomeno, può essere utile ricordare che gli oltre sette miliardi di uomini e donne che vivono sul pianeta corrispondono, detto in termini diversi, a 7.850 milioni di persone: le 650 vittime per milione registrate complessivamente finora producono, con una semplice moltiplicazione, il bilancio, provvisorio, di 5.099.510 vittime. Circa 7.800 in media al giorno da una parte all'altra del globo.

Sempre stando ai dati della John Hopkins University, che offrono una visione detttagliatissima e quasi "militare" delll'emergenza sanitaria, le persone raggiunte, più o meno gravemente dal Coronavirus, sono state finora (aggiornamento di questa mattina) 253 milioni e 325 mila in tutto il mondo. I 5.100.522 decessi rappresentano il 2,01% del totale di coloro che sono stati contagiati. I quali contagiati, ovviamente, potrebbero essere in realtà molti di più di quanto si calcola, perché non in tutti i Paesi vengono eseguiti test di massa come in quelli maggiori, più ricchi o più sviluppati. Le cifre sull'Africa, ad esempio, vengono prese dagli esperti con le molle, sia sulla casistica che sul livello di decessi e quelle sulla Cina di fonte governativa, incredibilmente più basse delle medie, sono tuttora avvolte da una nebulosa di dubbi. Un dato comunque dice, brutalmente, che l'epidemia è tuttora in corso. Negli ultimi ventotto giorni i decessi attribuiti al Covid, considerando tutti gli abitanti della Terra, sono stati 199.695, circa 7.100 al giorno, ovvero poco meno di uno per milione di abitanti ogni ventiquattro ore.

 

Colpisce il dato sui vaccini. Le dosi sommistrate nel mondo, tra prime, seconde e terze, sono 7 miliardi e mezzo, con una forte impennata dei numeri, specie in Occidente e nell'emisfero Nord, nelle ultime settimane. Il sito internet dellla John Hopkins University propone grafici sulla correlazione tra vaccinazioni, andamento dei casi e dei decessi: visivamente le correlazioni emergono ma gli scienziati della John Hopkins le stanno studiando per capire meglio. Gli Stati Uniti, con 763 mila morti, un numero che equivale allo 0,23% di tutta la popolazione americana (composta da circa 325 milioni di abitanti), sono il Paese con il numero più alto di vittime da Coronavirus in termini assoluti. Il Covid da New York a Los Angeles passando per il Midwest e le Montagne Rocciose ha colpito il 14% degli americani, oltre 47 milioni di persone.

Quindi i morti per ora in America sono stati l'1,62% degli infetti. Questo rapporto, stando alle cifre comunicate da altri Paesi, è spesso più elevato e comunque diverso. In Russia, ad esempio, il Covid avrebbe ucciso il 2,8% dei contagiati, in Brasile il 2,73%, in Italia ben il 2,73%, mentre poi si scende: Germania 1,93%, Francia 1,61%, Gran Bretagna 1,49%, Svezia 1,27%, Israele appena lo 0,6%. Le vittime totali In Inghilterra sono state in venti mesi circa 142 mila, 250 mila in Russia, 463 mila in India (che ha oltre un miliardo di abitanti), 97 mila in Germania, 132 mila circa in Italia, 200 mila in Perù (un dato tra i più alti rispetto alla popolazione), 15 mila in Svezia, 90 mila in Sud Africa. Ma le cifre ovviamente si basano sulle comunicazioni ufficiali, non ovunque sovrapponibili alla realtà. La Cina, il Paese più popoloso della Terra, che dichiara un miliardo e 444 milioni di abitanti, resta un caso per ora senza spiegazioni. Dall'inizio dell'epidemia, secondo i dati divulgati dal governo autoritario di Pechino, avrebbe avuto 110.772 casi e appena 4.849 morti. Il virus quindi avrebbe ucciso complessivamente lo 0,00033% della popolazione, una percentuale di circa settecento volte più bassa rispetto a quella statunitense e di buona parte del mondo. Cioè poco più di tre vittime per milione di abitanti - una oggettiva inezia statistica - in oltre ventuno mesi di allarme rosso. Gli studiosi avranno di che lavorare per spiegare quello che dai numeri apppare come un vero mistero.

 

Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 08:36