«I no vax non si illudano: i vaccinati non li salvano», l'avvertimento dello pneumologo del Gemelli

Sabato 30 Ottobre 2021 di Gigi Di Fiore
«I no vax non si illudano: i vaccinati non li salvano», l'avvertimento dello pneumologo del Gemelli

Docente universitario, responsabile dell'unità di pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma, il professore Luca Richeldi ha scritto per l'editore Solferino «Il tesoro leggero», un libro che in 280 pagine descrive l'importanza dei polmoni per il nostro organismo. È un viaggio che naturalmente parte dalla pandemia da Covid19.

Professore Richeldi, i polmoni sono il nostro «tesoro leggero»?
«Sì, credo si sia compreso proprio durante la pandemia di questi mesi. Il virus del Covid entra nel nostro organismo, attaccando proprio i polmoni. Si è percepito quanto questi organi siano preziosi».

Il suo libro nasce dall'idea che nel nostro Paese sia necessaria più conoscenza scientifica?
«Proprio così. Il mio è un libro divulgativo, nella convinzione che sia indispensabile una diffusa conoscenza scientifica, che può aiutare lo sviluppo della telemedicina. E ho cercato di realizzare un libro divulgativo sul piano scientifico e storico, un viaggio verso la conoscenza dei polmoni».

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Ha accennato anche alle tante malattie che nella storia hanno aggredito questi organi, come la tubercolosi?
«Sì, ne ho spiegate alcune. Sulla tubercolosi, ho esperienze professionali di ricerche e studi. Era una malattia che portava anche alla morte. Come alla morte portano le conseguenze gravi del Covid-19».

Sul Covid, c'è di nuovo un indice di diffusione in aumento, anche se con meno ricoveri. Come vanno interpretati questi ultimi dati dell'Istituto superiore della sanità?
«Le malattie, come questo virus, che aggrediscono i polmoni hanno maggiore diffusione nel periodo invernale. Sia per le temperature basse sia perché viviamo più in ambienti chiusi e affollati. Un incremento della diffusione del virus in questo periodo è evento prevedibile».

Aumento di diffusione, ma meno ricoveri. Come mai?
«È un elemento positivo, legato naturalmente alle vaccinazioni che agiscono proprio sulla gravità della malattia, limitandola. I vaccini hanno consentito di limitare i ricoveri e i morti, ma non sono una barriera totale al contagio. Lo dice anche lo studio di tre giorni fa, pubblicato sull'accreditata rivista scientifica Lancet».

A che conclusioni è arrivato questo studio?
«È una ricerca inglese che conferma come il vaccino non sia uno schermo totale alla possibilità che il virus infetti e sia trasmesso da chi è vaccinato. La differenza è che un vaccinato infettato non si ammalerà più con conseguenze gravi. Il pericolo però è che possa trasmettere il virus a un non vaccinato, che avrebbe ben altre conseguenze».

Cosa si verificherebbe?
«Il non vaccinato può avere conseguenze gravi della malattia. I non vaccinati credono di poter vivere di rendita sullo schermo dei vaccinati e non è così. Possono essere infettati proprio dai vaccinati, con conseguenze gravi. Ecco perché, alla fine, lo studio conferma la necessità dell'estensione quanto più possibile della vaccinazione e come il vaccino sia l'unica arma concreta contro il virus».

Crede che dovremo sottoporci alla terza dose di vaccino?
«Penso che sia sicuramente da mettere in conto la necessità del richiamo con la terza dose. Nel frattempo, proprio per l'esistenza ancora di percentuali consistenti di non vaccinati, penso sia consigliabile proseguire con la cautela delle mascherine nei luoghi chiusi, evitando eccessivi assembramenti».
 

Ultimo aggiornamento: 17:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA