CORONAVIRUS

Covid, quarantena di 2 settimane dopo i contatti con i malati. Gli asintomatici rientrano al lavoro dopo 10 giorni

Martedì 13 Ottobre 2020 di Rosario Dimito
Covid, quarantena di 2 settimane dopo i contatti con i malati. Gli asintomatici rientrano al lavoro dopo 10 giorni

Gli asintomatici rientrano al lavoro dopo 10 giorni, i sintomatici dopo 13 (compreso un solo tampone), invece dopo 21 giorni tornano alla vita normale coloro che pur non avendo più sintomi, sono positivi al test molecolare. Il ministero della Salute, tramite il direttore generale Giovanni Rezza, ha stilato ieri una circolare per disciplinare la fine dell'isolamento volontario e delle quarantene a valle del via libera del Ctd della serata di domenica.

 

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Perdita di gusto e olfatto


Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un tampone con risultato negativo (10 giorni + test). Le persone sintomatiche invece, possono tornare alla vita quotidiana dopo un periodo di isolamento sempre di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi - non considerando anosmia (perdita dell'olfatto) e ageusia/disgeusia (perdita o alterazione del gusto) - che possono avere prolungata persistenza nel tempo, accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).


La Salute regolamenta altresì anche altri casi, a partire dai positivi a lungo termine. Essi, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positivi al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per la scomparsa dell'olfatto e del gusto che possono protrarsi per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l'isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi.

Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d'intesa con esperti clinici e scienziati (microbiologi/virologi), tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato).


I parenti, conviventi, colleghi di lavoro e tutti i contatti stretti di persone affette da infezione da SARS-CoV-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall'ultima esposizione al caso; oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall'ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.

La Salute fa quattro raccomandazioni: 1) eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze; 2) prevedere accessi al test differenziati per i bambini; 3) non prevedere quarantena né l'esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di contatti stretti di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità; 4) promuovere l'uso della App Immuni per supportare le attività di contact tracing.

 

Malattie

 

Le quarantene hanno richiamato anche l'intervento dell'Inps che ha stabilito per il lavoratore che non scatta automaticamente la «malattia». Il chiarimento è stato interpretato come una «stretta» sulle regole della quarantena: nuove norme che sono uno spartiacque rispetto a quanto stabilito dal Cura Italia (decreto-legge del 17 marzo 2020), che invece equiparava la quarantena alla malattia.


In caso di nuovi lockdown per l'emergenza sanitaria che impediscano alle persone di lavorare, l'isolamento domiciliare non sarà infatti automaticamente equiparato alla malattia, secondo l'Inps. Nei casi di ordinanze o provvedimenti di autorità che impediscano alle persone di svolgere la propria attività lavorativa non si procederà con il riconoscimento della tutela della quarantena con la malattia prevista dal Cura Italia.

 

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Ultimo aggiornamento: 16:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA