Covid, Italia verso lo scenario 4. Brusaferro (Iss): indice Rt salito a 1.7 «Rischio elevato in 11 Regioni»

Venerdì 30 Ottobre 2020

L'indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici in Italia è pari a 1,70 (periodo 08 - 21 ottobre 2020). Si riscontrano valori di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane, con valori superiori a 1,5. Questi i dati rilevati dall monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Dati che portano il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, in conferenza stampa al ministero della Salute sull'analisi dell'evoluzione di Covid-19 in Italia, a dire che nel Paese si va verso lo scenario 4.

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RISCHIO ALTO PER 11 REGIONI , 5 GIÀ IN SCENARIO 4

Sono 11 le regioni classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata di SARSCoV-2 e 4 regioni (Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte) più la provincia di Bolzano sono nello scenario 4. Delle 11 regioni, 5 sono considerate a rischio alto a titolo precauzionale ma il dato non è attendibile perché la sorveglianza è insufficiente al momento della valutazione. Altre 8 Regioni e Province autonome sono classificate a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese. Quelle a rischio alto sono l'Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia, la Toscana, la Valle d'Aosta e il Veneto

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Il monitoraggio rileva che l'epidemia in Italia è in «rapido peggioramento» e ancora compatibile con uno scenario di tipo 3 ma in evoluzione verso uno scenario di tipo 4. Si segnala che in alcune Regioni italiane la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4 con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo. Si conferma pertanto una situazione «complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose Regioni/PA italiane».

«Cattive notizie, il virus galoppa»

«Oggi non ci sono buone notizie, ieri 26.831 casi oggi abbiamo superato 31mila abbondamente», ha sottolineato  Gianni Rezza il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, durante la presentazione del monitoraggio settimanale Iss-Ministero. «La percentuale dei positivi sui tamponi effettuati supera il 10% e non è un buon indicatore. Indica che l'epidemia galoppa, che il virus circola in maniera abbastanza veloce», ha aggiunto precisando i casi positivi in 31.084 e rilevando che «il numero di tamponi è ancora aumentato a 215.085 da 201.452 di ieri, continua questo trend, stiamo aumentando la capacità di fare tamponi in maniera veramente ottima, rilevante».

Casi in crescita in tutte le Regioni: cresce età media contagiati

«C'è stata una crescita significativa nelle ultime settimane» dei nuovi casi di Covid-19. «E tutta l'Italia è coinvolta, con un numero significativo di casi, in alcune regioni più di altre, ma non c'è una regione in cui i casi non siano in crescita», ha detto Brusaferro. «L'età mediana delle persone che contraggono l'infezione nelle ultime settimane, dopo un periodo di stabilizzazione, è in lieve crescita e questo vuol dire che non si infetta più solo la popolazione giovane, come avveniva durante il mese di agosto (con la settimana di Ferragosto che è stato il picco più basso)», ma il contagio «riguarda un pò tutte le fasce d'età», dice il presidente dell'Istituto superiore di sanità. «Certamente le fasce d'età più colpite sono quelle giovanili - ha precisato - ma progressivamente anche le fasce d'età più anziane cominciano a essere colpite. Cominciamo lentamente a crescere, dunque, e questo ha un significato importante rispetto al potenziale di trasmissione alle persone anziane, che hanno un maggior rischio di mortalità». 

Gli indici Rt nelle Regioni

Sono due le Regioni che superano Rt 2: Piemonte e Lombardia. Ecco la lista completa.

Veneto 1,46; Abruzzo 1,4; Basilicata 1,04; Calabria 1,66; Campania 1,49; E-Romagna 1,63; FVG 1,5; Lazio 1,51; Liguria 1,54; Lombardia 2,09; Marche 1,48; Molise 1,86; Bolzano 1,96; Piemonte 2,16; Trento 1,51; Puglia 1,65; Sardegna 1,12; Sicilia 1,42; Toscana 1,41; Umbria 1,67; VDA 1,89.

 

Effetto misure su contagi entro 7 giorni

«Ci troviamo di fronte ad un Paese che ha adottato misure importanti che si stanno implementando, i cui effetti vedremo alla fine della prossima settimana, 15-20 giorni sono i tempi per comprendere come agiscono sulla diffusione dell'infezione, alle quali però si possono e si debbono inserire ulteriori misure che possono essere e a livello nazionale e a livello locale», sostiene Brusaferro.


Età e mortalità

La curva dei decessi per Covid-19 «mostra come l'età media» delle vittime sia «superiore a 80 anni. Le persone sotto i 50 anni sono l'1% di tutti i decessi e sono persone per lo più affette da patologie, quindi classificabili come fragili». E' questo il quadro tracciato da Brusaferro che ha presentato un'analisi campionaria condotta sulle cartelle cliniche delle persone decedute per Covid-19. Brusaferro mostra anche una comparazione fra 3 diversi periodi della pandemia in Italia: marzo-maggio, giugno-agosto e settembre-ottobre e spiega come ci sia una differenza nell'età media dei deceduti. A giugno-agosto è «un'età media piuttosto elevata, 82,8». A settembre-ottobre si invece sta abbassando, ed è a 81,3, «ma è ancora sopra l'età media registrata a marzo-maggio», quando era 80,1 anni. Oggi «il 73% delle persone» che vengono stroncate dal virus «aveva tre o più patologie». Questa fascia rappresentava il 62,4% ai tempi della prima ondata. «Le persone con zero comorbidità sono l'1%», contro un 3,8% registrato a marzo-maggio.

Cruciale il ruolo dei medici di base

«Cruciale il ruolo dei medici di medicina generale per garantire la gestione ottimale dei malati» Covid. «Sono al centro dei questo percorso assistenziale e a loro va il ringraziamento», ha aggiunto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli. «Dalla settimana prossima saremo in grado di effettuare 100 mila tamponi rapidi al giorno - sottolinea - Abbiamo spinto verso l'alto l'iceberg ora vediamo di più la base» rispetto alla primavera scorsa. «Quanto più riusciremo a mantenere i malati a domicilio, tanto meno sarà la pressione» sul sistema ospedaliero. 

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Scenario 4, ecco tutte le misure (lockdown compreso) che possono scattare subito

Sale l'indice del contagio e l'Italia piomba nell'incubo dello , il grado più elevato di allerta dell'emergenza . A paventare questo rischio è il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, che in una conferenza stampa al ministero della Salute spiega come il tasso di riproduzione del virus in Italia, l'indice Rt, abbia raggiunto quota 1,70, la soglia critica che rende necessario passare dallo scenario 3 a uno di tipo 4 appunto.


 

Ultimo aggiornamento: 19:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA