Covid, la protezione arriva dal trivalente. Le fake news sulla lattoferrina

Sabato 21 Novembre 2020 di Carla Massi
Covid, in attesa del vaccino la protezione arriva dal trivalente, le fake sulla lattoferrina

Potrebbe essere un vaccino contro tre malattie virali a proteggere dal Covid-19. Almeno fino a quando dai laboratori non uscirà quello ad hoc anti-coronavirus. Gli infettivologi sono arrivati a ipotizzare che il trivalente, morbillo-parotite-rosolia, abbia queste proprietà esaminando il basso livello di contagi tra i bambini. Tra i vaccinati, ovviamente. Come è stato pubblicato sulla rivista dell’American Society for Microbiology.

 

 

 


1. SPERANZE 
DAL TRIVALENTE

Nei laboratori si è trovata «una correlazione inversa statisticamente significativa tra i livelli di anticorpi della parotite e la gravità del Covid-19 nelle persone sotto i 42 anni che hanno avuto vaccinazioni trivalenti», come spiega l’autore principale dello studio Jeffrey E. Gold, presidente dell’Organizzazione mondiale a Watkinsville, in Georgia. Questo potrebbe far luce sul perché i bambini hanno un tasso di contagio e una mortalità molto più bassi rispetto agli adulti. La maggior parte dei più piccoli riceve, infatti, la prima vaccinazione trivalente intorno ai 12-15 mesi e una seconda dai 4 ai 6 anni.

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2. SOSTANZE 
SENZA EFFETTO

Questa notizia ci fa ipotizzare una sorta di farmaco-prevenzione da parte del trivalente. Apre uno spiraglio su un settore, quello della prevenzione appunto, che, al momento, è privo di evidenze scientifiche. Nonostante la valanga di fake news e di annunci beffa, da marzo ad oggi abbiamo visto attribuire poteri protettivi a diverse sostanze poi rivelatisi non veri. Dalla lattoferrina, proteina presente nel latte materno e animale alla idrossiclorochina antimalarico usato anche per le malattie reumatiche, alla vitamina D, agli integratori. Le ipotetiche virtù terapeutiche della lattoferrina, per esempio, hanno scatenato la corsa agli acquisti, gonfiando i profitti dei produttori. Ma ora studiosi e aziende stanno facendo marcia indietro. Perché, in realtà, non esiste nessuna evidenza scientifica sulla sua validità contro il Covid-19. Stesso discorso per la idrossiclorochina: l’Oms ha ridimensionato le speranze dopo i primi test.


3. LE SCELTE

IMPORTANTI
«Purtroppo non esistono né farmaci, né vitamine, né tantomeno integratori capaci di prevenire l’infezione da coronavirus - spiega Elio Manzillo infettivologo direttore dell’Unità operativa immunodeficienze dell’ospedale Cotugno di Napoli in prima linea contro il Covid - È inutile riempire casa di prodotti che non hanno queste proprietà o di farmaci che, in caso di contagio, potrebbero essere utili. Se davvero esistesse qualcosa per prevenire ci troveremmo in questa situazione? Non vi fate imbrogliare. Va capito che solo le nostre scelte permettono di proteggerci. Dalla mascherina, al lavaggio delle mani fino al chiedersi quanti dei nostri comportamenti sono davveo indispensabili».


4. ATTENZIONE 
A DOVE SI MANGIA

Si riferisce, per esempio al mangiare in luoghi affollati, al passeggiare nelle strade dove sembra di stare in un autobus all’ora di punta o ad organizzare in casa cene e pranzi con tanti invitati. Non esistono farmaci capaci di prevenire l’infezione e non esiste, come si legge, nel sito dell’Istituto superiore di sanità “profilassi per chi ha avuto contatti con persone positive al virus”.


5. VALORI SEMPRE
IN EQUILIBRIO

«Coloro che soffrono di diabete, ipertensione, malattie respiratorie o cancro - aggiunge Manzillo - devono continuare a controllare le loro patologie anche se, spesso, non possono andare in ospedale per le visite come prima della pandemia. Per questi pazienti è molto importante mantenere i parametri in equilibrio. Un eventuale ingresso del virus potrebbe risultare meno devastante per l’organismo. Sia negli anziani che negli adulti. Questa è vera prevenzione oltre al distanziamento e al massimo della tutela di sé».
 

Ultimo aggiornamento: 15:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA