Covid e virus respiratori, tra bronchiolite e influenza: che inverno sarà (e le regole da seguire anche dopo la semplice febbre)

Lunedì 11 Ottobre 2021
Covid e virus respiratori: che inverno sarà e le regole da seguire anche dopo la semplice febbre

Allerta per i virus respiratori che potrebbero insorgere e diffondersi a livello massivo durante l'imminente stagione fredda. Se alcuni virus sembrano scomparsi dalla circolazione e altri hanno visto una leggera ripresa fuori stagione, altri ancora sono pronti a tornare con un rimbalzo nei prossimi mesi. Con l'allentamento delle restrizioni contro il Covid-19, infatti, altri virus respiratori, rimasti in sordina lo scorso anno, potrebbero manifestarsi con picchi di contagio.

A preoccupare medici e pediatri sono in particolare l'influenza e il virus respiratorio sinciziale, conosciuto per bronchiolite nei lattanti ma che non risparmia anche in anziani e adulti. È il motivo per il quale Moderna sta studiando un vaccino a valenza tripla: contro il Covid, l'influenza e il virus sinciziale.

Se i rinovirus hanno continuato a diffondersi anche durante anche la pandemia, «forse perché meno suscettibili a misure come disinfezione e lavaggio delle mani», altri virus invernali, come i coronavirus umani e quelli parainfluenzali, erano a livelli molto bassi nell'inverno 2020, ma hanno iniziato a salire ai livelli pre-pandemia nella primavera del 2021.

Le misure di risposta al Sars-Cov-2, unite ai vaccini, sembrano aver soppresso il morbillo, polmoniti e meningiti e il virus influenzale. Ma torneranno con un ribalzo nei prossimi mesi, facilitate dal freddo.

L'influenza stagionale, mette in guardia un articolo pubblicato sul sito web di Nature, «provoca 290.000-650.000 decessi all'anno in tutto il mondo, e nel 2021 è praticamente svanita. Ma la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che si riprenderà», forse «ferocemente», poiché le restrizioni di viaggio e gli interventi per frenare il Sars-Cov-2, come indossare la mascherina e mantenere il distanziamento, diminuiranno. A confermarlo è Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano e direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano.

«Sono 262 i virus respiratori, dal rinovirus, che provoca semplice naso chiuso, al metapneumovirus, che dà sintomi simili al Covid. Questi virus formano un ecosistema complesso, che è stato alterato dalla circolazione del Covid e dalle misure per contenerlo. Ora che grazie al vaccino sono riprese molte attività al chiuso, incluse scuola e lavoro, così come il movimento delle persone, riprenderà piede anche l'influenza. Per questo dobbiamo vaccinare in particolare anziani e soggetti a rischio, come gli asmatici». A riprendere a circolare saranno anche streptococco e pneumococco, così come il virus sinciziale (Vrs). Responsabile di circa il 5% dei decessi nei bambini sotto i 5 anni, il virus sinciziale ricorda l'articolo su Nature, «ha visto le infezioni ai minimi storici durante la pandemia in tutti i paesi, ma poi hanno iniziato a risalire ad aprile 2021»: picchi fuori stagione sono stati osservati in Usa, Giappone, Australia e Paesi Bassi.

«Questo è un virus sottovalutato - ricorda Fabio Midulla, presidente della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (Simri) - e per il quale ancora non abbiamo vaccini approvati. Negli anziani può riacutizzare Bpco e portare polmonite interstiziale. Nei piccoli può provocare bronchiti asmatiche e nei lattanti bronchioliti che richiedono la terapia intensiva. La prima preoccupazione è che circoli con varianti nuove. La seconda è che, visto che per quasi due anni non è circolato, le mamme in gravidanza non hanno anticorpi da trasmettere ai neonati». L'augurio, conclude Midulla, è che il Covid abbia insegnato semplici regole, »come non quella di non tornare in comunità appena si sfebbra ma restare alcuni giorni in convalescenza».

Ultimo aggiornamento: 20:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA