Febbre di Lassa, cos'è il virus simile all'Ebola: sintomi, incubazione, terapia e prevenzione

Giovedì 10 Febbraio 2022
Febbre di Lassa, cos'è il virus simile all'Ebola: sintomi, incubazione, terapia e prevenzione

I due casi di febbre di Lassa, il virus simile all'Ebola, hanno riacceso l'attenzione sulla malattia. Ma di cosa si tratta? Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, «fa parte del gruppo delle febbri emorragiche virali (Fev), patologie di origine virale a carattere sistemico, caratterizzate da esordio improvviso, acuto e spesso accompagnate da manifestazioni emorragiche. In generale, gli agenti responsabili delle Fev sono virus a Rna (arenavirus, bunyavirus, filovirus, flavivirus), la cui sopravvivenza è garantita da serbatoi naturali come animali o insetti. I virus sono confinati geograficamente nelle aree dove vivono le specie ospiti». L'origine della febbre di Lassa risale all'omonima città nigeriana, dove nel due infermiere missionarie morirono a causa di questa malattia, che fino a quel momento non era conosciuta. Particolarmente diffusa in Africa a causa del virus a Rna appartenente alla famiglia degli Arenaviridae, il cui serbatoio principale sono i roditori Mastomys.

Come si trasmette

Gli uomini non sono serbatoi naturali del virus ma vengono infettati dopo il contatto con animali infetti, al pari di tutte le altre febbri emorragiche. La febbre di Lassa è trasmessa dal contatto diretto con escreti di roditori o tramite aerosol di escreti e saliva dei roditori. La trasmissione uomo-uomo è possibile in un secondo momento per contatto diretto con sangue, tessuti, secrezioni o escreti di persone infette, soprattutto in ambito familiare e nosocomiale.

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I sintomi e l'incubazione

I sintomi della febbre di Lassa, spiega l'Istituto Superiore di Sanità, nell'80% dei casi è una lieve patologia (o addirittura asintomatica) e può presentarsi come malattia sistemica grave nel restante 20%. A differenza delle altre Fev, «l’esordio della febbre di Lassa è graduale e il periodo di incubazione può arrivare anche a 3 settimane (contro una media di 1-9 giorni per le altre). I sintomi iniziali sono piuttosto generici: febbre, cefalea, mialgie, faringodinia con essudato tonsillare, difficoltà ad alimentarsi (disfagia), tosse secca, dolore toracico (a volte forte dolore retrosternale), crampi addominali, nausea, vomito e diarrea». Il peggioramento delle condizioni cliniche si manifesta con edema del volto e del collo, insufficienza respiratoria, versamento pleurico e pericardico, proteinuria, encefalopatia, sanguinamento delle mucose. Ipotensione e shock si possono verificare indipendentemente dal sanguinamento. Durante la convalescenza si può manifestare ipoacusia. Il tasso di letalità complessivo è inferiore al 1%, mentre sale al 15-20% nei casi non trattati.

Prevenzione

Nelle zone dove la malattia è endemica (principalmente in Africa occidentale), la prevenzione dell’infezione consiste nell’adozione di norme igieniche che riducano l’accesso dei roditori nelle case. In particolare, occorre conservare i cereali e altre provviste in contenitori sigillati, tenere i contenitori dei rifiuti lontano dalle abitazioni e mantenere le case il più pulite possibile. Anche i gatti domestici possono contribuire ad allontanare i roditori Mastomys, che comunque non sono completamente eliminabili nelle aree endemiche, perché troppo numerosi.

In rari casi, i viaggiatori che soggiornano in aree dove la malattia è endemica possono esportarla verso altri Paesi. Anche se altre malattie tropicali sono più frequenti, la febbre di Lassa dovrebbe essere presa in considerazione per la diagnosi quando il paziente torna dall'Africa occidentale, soprattutto se è stato in zone rurali.

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Come si cura

Per tutte le febbri emorragiche è necessaria una terapia di supporto che preveda il mantenimento della volemia e dell’equilibrio idroelettrolitico. Per controllare il sanguinamento si possono somministrare plasma, piastrine, sangue. Può essere utile una copertura antibiotica per la prevenzione di infezioni secondarie. Per il controllo dello shock è consigliabile la somministrazione di dopamina.

Nel caso della febbre di Lassa è disponibile un trattamento antivirale specifico a base di ribavirina, in grado di ridurre la letalità se iniziato precocemente, anche se la sua efficacia non è stata dimostrata in maniera definitiva.

 

L'aumento dei casi in Nigeria

La Nigeria da fine gennaio approntando una risposta di emergenza per contenere l'aumento di casi della febbre di Lassa dopo che la malattia ha ucciso 26 persone nelle ultime  settimane. Endemica nel Paese, la febbre di Lassa è provocata da un virus che appartiene alla stessa famiglia dei virus Ebola e Marburg, ma è molto meno mortale. Ncdc ha affermato di aver attivato il Centro di operazioni di emergenza per la febbre di Lassa (Eoc) in risposta al focolaio scoppiato in alcune parti della nazione. «Alla data del 23 gennaio 2022 è stato registrato un totale di 115 casi confermati con 26 morti (con un tasso di mortalità del 22,6 per cento)», ha comunicato Ncdc. «Questi casi sono stati segnalati da 30 aree amministrative locali in 11 Stati», ha aggiunto. La malattia è causata dal contatto con gli escrementi dei topi o i liquidi delle persone infettate e si manifesta con emorragie, tornando a colpire molte persone all'inizio di ogni anno, in concomitanza con la stagione secca.

Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 08:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA