«La nicotina in mare
è letale per i crostacei»

Venerdì 2 Agosto 2019 di Mariagiovanna Capone
È un rifiuto tossico dimenticato. Eppure in un mozzicone di sigaretta ci sono oltre 4 mila sostanze tossiche prodotte dalla combustione del tabacco: catrame, arsenico, acido cianidrico, ammoniaca, acetaldeide, formaldeide, benzene, polonio-210, fenoli e piridine. Sostanze chimiche tossiche che si insinuano e si accumulano nell'ambiente. Nel suo rapporto annuale Beach Litter, Legambiente spiega che nelle 29 spiagge campane monitorate, che vanno dalla foce del Garigliano a Sapri, i rifiuti più trovati sono proprio le cicche: 3662 in totale, ovvero ben 126 ogni 100 metri. Negli ultimi mesi l'Ue ha messo al bando alcuni oggetti di uso comune come cannucce e stoviglie che non potranno essere più venduti dal 2021, ma sui mozziconi ancora si tarda a fissare dei ban. Eppure se ne sente la necessità, come spiega Roberto Danovaro, presidente del CdA della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

 

Quanto fa male ai nostri mari un mozzicone di sigaretta?
«Molto più di quello che si creda. Bastano poche cicche a rendere tossico il mare e uccidere invertebrati e pesci. Un mozzicone contiene nicotina, che da sola uccide. Quello che fa sull'uomo lo reca anche sui pesci. Inoltre la combustione del tabacco comporta l'immissione nell'ambiente di migliaia di sostanze chimiche pericolose, alcune restano nel mozzicone e possono avere effetti gravi sia per l'uomo sia per l'ambiente».
Uno studio ha dimostrato che cinque mozziconi in un litro di acqua possono causare la morte del 50 per cento dei pesci e meno di due quella di piccoli crostacei: numeri agghiaccianti.
«Esatto, numeri che da soli dovrebbero fermarci. Il peggio è che quello studio è di quasi una decina di anni fa, e poco dopo ne uscì un altro sui danni ambientali dell'uso delle creme solari. Ma poco si è fatto. Noi dell'Anton Dohrn stiamo lavorando su uno studio sui danni provocati dalla nicotina disciolta in acqua, e anche di un altro rifiuto tossico dimenticato o sottovalutato: i farmaci di uso comune».
I farmaci?
«Ci sono medicine di uso generico che vengono elaborati dal nostro organismo e rilasciati con le urine. Possono creare impatti ambientali catastrofici e molti non se ne rendono conto. Negli anni 70, quando nacque la pillola concezionale e i dosaggi erano ancora elevati, in Olanda dimostrarono che provocò il blocco del ciclo riproduttivo delle acciughe di mare. Se una pillola abbassava la fertilità dei pesci, cosa possono provocare gli antibiotici? Stiamo lavorando proprio su questo e sulla nicotina, perché i depuratori non filtrano queste sostanze».
La modernità uccide il pianeta?
«Basterebbe però il buon senso civico nella nostra vita quotidiana. Il gesto di gettare la cicca per terra o sulla sabbia va bandita con ogni mezzo. Non è biodegradabile, è plastica più un concentrato di sostanze altamente tossiche. Provoca la morte dei coralli, lo sbiancamento delle barriere, morte di pesci e crostacei. La qualità del mare è legata alla qualità dei tombini: più schifezze ci finiscono dentro, e peggio starà il nostro mare.
Cosa fare?
«Pugno di ferro, non dico come in California dove le multe sono migliaia di dollari e servizi sociali, ma comunque l'ambiente ha la priorità rispetto a norme civiche oggi intollerabili. I governi devono poi attuare specifiche campagne informative e fissare in strade e spiagge appositi raccoglitori per i mozziconi. Solo così anche quelli più pigri faranno uno sforzo e non le butteranno più per terra».
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