«Legge su neuropsichiatria infantile
e autismo: tutta da rivedere»

di Luisa Russo*

Legge sulla neuropsichiatria infantile e l'autismo: tutta da rivedere. Tra pochi giorni sembra essere in dirittura d'arrivo la legge regionale che riguarda i servizi di neuropsichiatria infantile e l'autismo. Mi sono chiesta da subito, insieme a tanti altri, perché si é sentita forte da parte dei legislatori la necessità di sottolineare la differenza tra servizi di neuropsichiatria infantile e autismo. Mentre nelle altre regioni d'Italia sono da anni istituite le unità operative di neuropsichiatria infantile che svolgono attività di prevenzione, diagnosi, cura e abilitazione dei minori con psicopatologie e/o disabilità, in Campania non esiste nulla di tutto ciò.

I pochi neuropsichiatri infantili lavorano, nella maggioranza dei casi, in maniera isolata e poco funzionale alle richieste sempre più precise e pressanti da parte delle famiglie e delle altre istituzioni. Nella Asl Napoli 1 Centro, pur fra molte difficoltà, si è provveduto da circa due anni ad istituire e a far funzionare i servizi di neuropsichiatria infantile, denominati Nuclei operativi, uno per ogni Distretto sanitario. L'accesso ai Nuclei è diretto e senza pagamento di alcun ticket, al pari delle regioni più virtuose d'Italia per quanto riguarda la sanità. Ciò ha prodotto da subito un ridimensionamento delle richieste di interventi da effettuarsi presso strutture esterne, accreditate, lontano da casa del minore e spesso non efficaci senza un lavoro nel contesto ambientale. E questo è un fatto incontestabile. Si dovrebbe procedere a organizzare i servizi neuropsichiatria infantile in tutte le aziende sanitarie locali campane ed implementare le risorse a loro destinate per assicurare finalmente e concretamente il mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza in neuropsichiatria infantile attraverso l'attuazione di programmi di presa in carico multidisciplinari per tutti i disturbi del neurosviluppo ivi compreso l'autismo. Chi scrive, dirige un servizio di neuropsichiatria infantile ed è da anni a fianco di numerose famiglie di bambini e ragazzi autistici; insieme, confrontandoci con altre esperienze nazionali ed internazionali, abbiamo costruito un modello di intervento che coinvolge tutta la comunità perché i ragazzi con autismo possano avere garantiti i diritti alle autonomie e libertà.

Quello a cui assisto ormai da mesi è al contrario il tentativo di separare l'autismo dagli altri disturbi del neurosviluppo: da un lato, una proposta di legge superficiale e sommaria per l'istituzione dei servizi di neuropsichiatria infantile e, dall'altro, il tentativo di risolvere il problema dei disturbi dello spettro autistico riducendo il tutto a garantire una tecnica, aba, probabilmente sotto la spinta di interessi in tal senso. Infatti, in contrasto con quanto affermato dalle linee guida nazionali, la tecnica aba viene citata come intervento migliore di altri. Così non è (basta leggerle le linee guida nazionali!) e quelle ministeriali di prossima uscita confermano che non ci sono interventi superiori ad altri. Si sta infatti studiando un "modello italiano" di intervento per i disturbi dello spettro autistico, modello che tiene conto delle radici culturali, delle particolari caratteristiche educative e sociali in cui si opera (l'Italia è uno dei paesi in cui una splendida legge ha abolito le scuole differenziali presenti ancora in altri paesi).

Chi scrive ha a cuore, come la maggior parte dei neuropsichiatri infantili che operano nelle istituzioni il benessere psicofisico dei soggetti "fragili" e l'impegno a far si che possano vivere ed essere accolti dalla scuola e dalla società tutta nel miglior modo possibile: glielo dobbiamo. Allora mi sembra che la battaglia dei diritti dei bambini e dei ragazzi "fragili" si stia riducendo, in Regione Campania, a una battaglia di interessi tutti privati, tra centri di riabilitazione e nuove realtà associative aba dipendenti che stanno spuntando come funghi un po' ovunque e che attraverso genitori che legittimamente richiedono qualcosa che migliori la vita del loro figlio e di se stessi, speculano sulla salute dei minori. Speriamo che mi sbagli!  

*Responsabile del Centro Unico Aziendale per la Salute Mentale in età evolutiva della Asl Napoli 1 Centro
Venerdì 26 Maggio 2017, 17:05
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