​Malattia di Huntington, Italia sul tetto d'Europa nella ricerca e nella sperimentazione

Mercoledì 1 Dicembre 2021
Malattia di Huntington, Italia sul tetto d'Europa nella ricerca e nella sperimentazione

I rappresentanti delle più importanti aziende farmaceutiche mondiali attive nella sperimentazione sulla malattia di Huntington si confronteranno con i migliori ricercatori nel campo delle malattie rare e con i pazienti: tutti seduti allo stesso tavolo virtuale per un'occasione unica nel suo genere sui progressi nella sperimentazione sulla malattia di Huntington. È quanto organizzato dalla fondazione Lirh, lega italiana ricerca Huntington, nell'ambito del suo convegno annuale fissato per venerdì 3 dicembre dalle ore 15.00 alle 17.30 online.

L'eccellenza italiana nello studio e nella sperimentazione sulla malattia di Huntington è stata riconosciuta tale a livello mondiale grazie anche al lavoro di Lirh che vede come direttore scientifico il professor Ferdinando Squitieri, principal investigator di tutti gli studi clinici sull'Huntington svolti in Italia. 

Durante il convegno verranno resi noti anche gli sviluppi sulla pridopidina, molecola in fase III di sperimentazione anche in Italia proprio sotto la guida del professor Squitieri, che ha ottenuto la designazione di 'fast track' dalla Food and Drug Administration, un riconoscimento che potrebbe accelerare e agevolare i tempi per la commercializzazione come farmaco sperimentale. A illustrare i dettagli durante il convegno Lirh sarà il professor Michael R. Hyden, scienziato e amministratore delegato di Prilenia

Il convegno si svolgerà online su piattaforma Rafiky e garantirà la traduzione simultanea dall'italiano all'inglese. Ad introdurre i lavori la dottoressa Barbara D'Alessio, Presidente Lirh, la dottoressa Simonetta Massafra, Responsabile UOC Ricerca Clinica Istituto Mendel IRCSS Casa Sollievo della Sofferenza e Direttore Sanitario Istituto CSS-Mendel di Roma e il professor Ferdinando Squitieri, responsabile dell'Unità di ricerca sulla Malattia di Huntington dell'irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e dell'istituto Mendel di Roma. 

Al Convegno parteciperanno i rappresentanti delle aziende farmaceutiche con terapie innovative in corso di sperimentazione: Michael A. Panzara per Wave Life Sciences, Daniel Leonard e Sara Ying per uniQure, Beth Borowsky per Novartis e Anu Bhattacharyya per PTC Therapeutics illustreranno i dati emersi dagli studi precedenti e le prospettive per la sperimentazione futura. Alla discussione potranno prendere parte con domande e approfondimenti anche ricercatori e pazienti registrandosi sul sito www.lirh.it

 

Ecco la sintesi degli studi clinici che verranno illustrati durante il convegno

Proof-Hd (Prilenia)

Studio di Fase III, attualmente in corso anche in Italia, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, che intende valutare l'efficacia e la sicurezza della pridopidina in pazienti con malattia di Huntington in stadio iniziale. La pridopidina si lega e attiva il recettore Sigma-1 (S1R), una proteina molto presente nel cervello. Il recettore S1R regola i percorsi cellulari chiave, comunemente compromessi nella neurodegenerazione. Attivando tale recettore, la pridopidina sembra favorire le connessioni tra le cellule nervose e tra importanti strutture cerebrali che risultano compromesse dalla malattia e preservare i neuroni dalla morte cellulare indotta dalla proteina huntingtina mutata (mHTT). La molecola ha recentemente avuto la designazione ‘fast track’ da FDA. I risultati sono attesi nel 2023. 

Vibrant-Hd (Novartis)

Studio clinico di Fase IIB con Branaplam, primo farmaco in grado di ridurre i livelli di huntingtina anche nei tessuti periferici ad essere somministrato per via orale e non intratecale (con puntura lombare). Branaplam riduce l'espressione dell'mRNA e della proteina HTT, come confermato in uno studio di Fase I. È stato ora finalizzato il protocollo per uno studio di Fase IIb nei pazienti in fase iniziale, con l'obiettivo di identificare una dose sicura e ben tollerata di branaplam che riduca l'mRNA in misura sufficiente per ottenere un beneficio clinico. Una parte preliminare dello studio determinerà la dose, mentre la parte 2 sarà un'estensione in aperto della dose selezionata. È prevista la partecipazione di 11 paesi tra cui l’Italia e il reclutamento del primo paziente è previsto per fine 2021/inizio 2022.

PTC518 (PTC Therapeutics)

È attualmente in corso lo studio di fase I in volontari sani con PTC518, una piccola molecola che riduce l'RNA e, conseguentemente, la proteina HTT. Come branaplam, anche questa molecola  è biodisponibile per via orale, è in grado di penetrare la barriera emato-encefalica ed è atteso che agisca sia nel sistema nervoso che nei tessuti periferici. Seguiamo con attenzione gli sviluppi della fase I con la speranza che il nostro Paese possa essere coinvolto in una fase successiva dello studio. 

Select-Hd (Wave Life Sciences)

Studio  di Fase 1b/2a, multicentrico, randomizzato, su scala globale, per studiare il farmaco sperimentale WVE-003 in pazienti adulti con malattia di Huntington precoce, espressa con il polimorfismo a singolo nucleotide SNP3. Gli SNP sono variazioni normali nel DNA, una sorta di impronta digitale genetica che consente un approccio ‘selettivo’ della proteina mutata. La presenza di SNP3 consente a WVE-003 di colpire in modo specifico l’mRNA della proteina huntingtina mutata (tossica), lasciando intatta la proteina huntingtina sana. Possono partecipare a questo studio preliminare solo quei pazienti che hanno SNP3 nel loro DNA. L’Italia parteciperà a questo studio atteso per inizio 2022 e SNP3 sembra essere molto ben rappresentato nei pazienti italiani.

HD-GeneTRX-1 e HD-GeneTRX-2 (Uniqure)

Lo studio di Fase I/II CT-AMT-130-01 è il primo studio clinico approvato dalla FDA per la terapia genica nell’Huntington.  Oltre alla sicurezza e alla tollerabilità, sarà valutata la durata della persistenza di AMT-130 nel cervello. Questa terapia genica è composta da una piccola porzione di materiale genetico sintetico – chiamato microRNA (miRNA) - che viene trasportato e inserito nelle cellule usando un virus adeno-associato (AAV), precedentemente modificato e reso non nocivo, che infetta solo le cellule nervose. Una volta all'interno di una cellula, il miRNA prende di mira la molecola di RNA che trasporta le istruzioni che servono a produrre l’huntingtina e la colpisce, con l’obiettivo di degradarla e di ridurne la quantità. Lo studio non è selettivo per l’huntingtina mutata e richiede un intervento neurochirurgico RMN-guidato. Il trattamento in pazienti in fase iniziale è cominciato già negli Stati Uniti nel giugno 2020 e lo studio in aperto pianificato di Fase Ib/II (nessun gruppo di controllo) nell'UE e nel Regno Unito.

SOM3355 (Som Biotech)

SOM3355 (bevantololo cloridrato) funziona come beta-bloccante, inibendo il trasportatore vescicolare delle monoamine 2 (VMAT2). Prodotto dall’azienda spagnola SOM Biotech, è stato sviluppato originariamente per trattare l'ipertensione ed è in commercio in Giappone, Corea del Sud e Cina con questa indicazione. Il suo potenziale nella malattia di Huntington è emerso grazie a una piattaforma di screening dei farmaci basata sull'intelligenza artificiale - gestita da SOM Biotech - che viene utilizzata per identificare i farmaci esistenti che possono essere riutilizzati per l'uso in nuove indicazioni. SOM3355 ha già superato una fase 2a di studio, migliorando i movimenti involontari e a scatti noti come còrea nei partecipanti. Il prossimo studio sarà uno studio internazionale di Fase IIb per valutare l'efficacia di SOM3355 nel ridurre la corea in due dosi parallele seguite da un'estensione in aperto. Lo studio dovrebbe inizierà nel 2022 e coinvolgerà anche l’Italia.

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