CORONAVIRUS

Morti di Covid dopo le due dosi di vaccino: molto malati e molto anziani

Covid in Campania

Domenica 24 Ottobre 2021 di Ettore Mautone
Morti di Covid dopo le due dosi di vaccino: molto malati e molto anziani

Morti causati dal Covid: quali sono la caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da Sars-CoV-2 in Italia dopo aver fatto il vaccino? Le persone decedute dopo il completamento del ciclo vaccinale hanno un elevato livello di complessità clinica con molte patologie concomitanti, sono più anziani e fragili in maniera significativamente superiore rispetto alle persone che non hanno potuto beneficiare dell’effetto del vaccino. 

A delineare per la prima volta questo profilo epidemiologico è stato il gruppo di lavoro di Epicentro, in seno all’Istituto superiore di sanità. Il report descrive le caratteristiche di 130.468 pazienti deceduti e positivi a Sars-CoV-2 in Italia. Sotto la lente dunque le caratteristiche demografiche dei deceduti, l’incidenza di patologie preesistenti, le complicanze dell’infezione che portano a morte, le caratteristiche dei decessi per fascia di età, i tempi che intercorrono nelle varie situazioni tra diagnosi e decesso e, infine, appunto le caratteristiche dei decessi nei pazienti con ciclo vaccinale completo.ù

Per approfondire quest’ultimo punto sono state messe a confronto le caratteristiche dei decessi tra i non vaccinati, i vaccinati con contagio precoce e quelli con ciclo vaccinale completo. È possibile ipotizzare dunque che i pazienti molto anziani e con numerose patologie possono avere una ridotta risposta immunitaria e pertanto essere suscettibili all’infezione da Sars-CoV-2 e alle sue complicanze pur essendo stati vaccinati. Queste persone molto fragili e con una ridotta risposta immunitaria, sono quelle che possono maggiormente beneficiare di una ampia copertura vaccinale dell’intera popolazione in quanto ciò ridurrebbe ulteriormente il rischio di infezione. Un’analisi per paragonare i deceduti Sars-COV-2 positivi a ciclo vaccinale completo con coloro che non avevano ricevuto nessuna dose di vaccino e coloro che, pur avendo ricevuto una dose di vaccino, non hanno potuto godere dei benefici. In totale, dal 1 febbraio a al 5 ottobre scorso, sono stati 38.096 i decessi che hanno riguardato queste tre categorie. Tra questi 1.440 con ciclo vaccinale completo che sono il 3,7% di tutti i decessi Covid nel periodo in esame. Dato che sebbene non possa fornire informazioni sull’efficacia della vaccinazione è utile per chiarire le proporzioni visto che al 5 ottobre erano 42.835.902 le persone vaccinate con ciclo completo e tenendo inoltre presente che questo non garantisce comunque una efficacia vaccinale del 100% per tutti. Infatti, gli studi clinici controllati hanno evidenziato una efficacia vaccinale dei vaccini in uso in Italia con valori tra l’88 e il 97%. 

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Dalla comparazione si comprende tuttavia che rispetto ai deceduti non vaccinati quelli con ciclo vaccinale completo avevano un’età media notevolmente superiore (85,5 contro 78,3). Inoltre il numero medio di patologie concomitanti osservate è significativamente più alto nel gruppo di vaccinati in particolare la presenza di cardiopatie (cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale e scompenso cardiaco), e poi demenza e cancro. Il contrario accade invece per l’obesità, fattore di rischio soprattutto per i non vaccinati. Nei vaccinati il decesso avviene inoltre più frequentemente come conseguenza di complicanze extrarespiratorie (danno miocardico acuto) e meno frequentemente per insufficienza respiratoria. Lo stesso tipo di rapporto si osserva nel confronto con i contagiati precocemente prima di aver completato la vaccinazione. In generale lo studio è la prova che i dati sui decessi non vengono nascosti, come diffuso sui social, ma pubblicati e analizzati: c’è un apposito gruppo che approva l’attribuzione della causa di morte al Covid dopo aver valutato le cartelle cliniche. Si conferma che i pazienti fragili devono essere protetti non solo con la loro vaccinazione ma con la minor circolazione del virus (la vaccinazione degli altri). Manca solo la distanza del decesso dalla seconda dose per determinarne il tempo di presumibile avvenuta immunizzazione (oggi calcolato in 14 giorni) e per valutare il tempo giusto per la terza dose peraltro per questa categoria già approvata. 

 

Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre, 17:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA