Morto Vannoni, padre contestato di Stamina. La terapia fu bocciata dopo anni di processi

Martedì 10 Dicembre 2019
Morto Vannoni, padre contestato di Stamina. La terapia fu bocciata dopo anni di processi

L'uomo che prometteva di curare tutte le malattie è morto per un male incurabile a 52 anni. Davide Vannoni, il padre di quel metodo Stamina che dopo polemiche estenuanti venne falcidiato dalle inchieste giudiziarie, si è spento, oggi, lontano dal clamore che lo aveva accompagnato per tanta parte della sua vita. Ad ottobre era stato ricoverato per qualche settimana all'ospedale Mauriziano, a Torino. Poi se ne erano perse le tracce. Stamina, nelle parole di Vannoni, era la figlia di un miracolo scientifico. 

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Bastava prelevare le cellule staminali «mesenchimiali» dal midollo osseo di un paziente, trattarle in un certo modo e reimpiantarle nel punto desiderato. Una terapia che funzionava per quasi qualunque cosa, dalle ustioni alle malattie degenerative. E se poteva dirlo - come amava raccontare - era perché nel 2005 dei medici ucraini lo avevano guarito da una paralisi facciale. Il suo braccio di ferro con le autorità italiane per imporre la metodica cominciò presto, e fu subito durissimo. 

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Nel 2007 Vannoni incappò nella prima accusa: tentata truffa ai danni della Regione Piemonte per un contributo di 500 mila euro (reato prescritto nel 2015). Vannoni però non era tipo da demordere e continuò. Trovò l'appoggio di medici e biologi e allestì una rete di laboratori, a Torino e altrove, dove la 'curà veniva praticata su chiunque lo volesse. Ma fu in quel momento che trovò, proprio nel capoluogo piemontese, dei nemici implacabili: i carabinieri del Nas e il pubblico ministero Raffaele Guariniello. Mentre l'inchiesta andava avanti, assumendo man mano proporzioni monumentali, Vannoni mise a segno nel 2011 quella che sembrava la consacrazione definitiva: il permesso di sperimentare agli Spedali Civili di Brescia. 

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Su bambini piccolissimi affetti da malattie atroci e devastanti. Il papà di Stamina divenne celebre. Un personaggio tanto amato quanto controverso. Accese speranze e scatenò le tifoserie di quello che diventò un vero e proprio derby tra sostenitori e detrattori. Anche perché la comunità scientifica sembrava incapace di dare risposte nette e convincenti. Ma non sempre per colpe proprie: lo stillicidio di sequestri, di ricorsi e di sentenze contraddittorie non contribuiva a fare chiarezza. 
 


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Se a Torino ci fu un giudice che diede a Vannoni del «ciarlatano», altri magistrati, nel resto d'Italia, stabilirono che non potevano impedire ai genitori di tentare a Brescia la carta Stamina. Andò a finire che nel 2014 un comitato di super-esperti bocciò ufficialmente la terapia. Il carico da undici, poi, lo mise Guariniello quando tirò le somme della maxi-inchiesta: tredici richieste di rinvio a giudizio. Vannoni patteggiò un anno e dieci mesi con la promessa di non provarci più. Invece ci ricascò. 
 


Nel 2017 fu arrestato dai Nas (il processo è ancora in corso a Roma) con l'accusa di avere esportato Stamina nella lontana Georgia e di avere organizzato viaggi della speranza per pazienti italiani. In molti, nonostante tutto, hanno continuato fino all'ultimo a credere in lui.​

Ultimo aggiornamento: 20:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA