Torna l'incubo colera a Napoli: «Nessun rischio diffusione su larga scala»

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​«Non si possono escludere altri casi se ci sono stati contatti stretti tra la donna e il bambino con altre persone durante i sintomi. Ma se effettivamente si tratta di colera, non è una malattia che ci allarma perché la trasmissione è per via oro-fecale ed essendo due casi di importazione, il rischio di diffusione su larga scala non c'è». Gianni Rezza, del Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), spiega che i due casi di colera diagnosticati a Napoli «non fanno paura e non rappresentano un problema».

«Importante è l'isolamento in ospedale dei due pazienti - aggiunge - Rezza - e rintracciare le persone che potrebbero aver avuto contatti stretti con loro». Diverso sarebbe stato se si fosse trattato di una malattia a trasmissione aerea. Il contatto con le feci contaminate dei due pazienti invece è evidentemente più difficile. Domani arriveranno da Napoli all'ISS i campioni per le analisi e la caratterizzazione dei ceppi e solo successivamente si saprà se effettivamente si tratti di colera.

 
Mercoledì 3 Ottobre 2018, 17:22
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