Napoli, inaugurata la nuova sala ibrida per la cura delle aritmie cardiache alla Clinica Mediterranea

Mercoledì 24 Luglio 2019
Inaugurata in questi giorni la nuova sala ibrida per la cura delle aritmie cardiache alla Clinica Mediterranea di Napoli. Si tratta di una sala operatoria speciale nella quale possono lavorare contemporaneamente cardiochirurghi, emodinamisti ed elettrofisiologi, per curare aritmie più complesse e ottenere risultati migliori.

«La sala è stata realizzata - spiega Giuseppe De Martino, responsabile dell'Unità operativa per la cura delle aritmie e dello scompenso cardiaco - per gestire con maggiore efficacia quelle aritmie che non possono essere risolte con gli interventi tradizionali che solitamente l'aritmologo effettua nel laboratorio di elettrofisiologia». «La nostra sala ibrida - sottolinea l'esperto - è la prima e unica del suo genere in Campania. Si tratta di una vera e propria fusione fra una sala operatoria di cardiochirurgia e un laboratorio di elettrofisiologia e di emodinamica. In questo modo, una équipe multispecialistica, formata da aritmologi, cardiochirurghi ed emodinamisti, può effettuare particolari interventi, definiti ibridi, che consentono di raggiungere le cellule cardiache impazzite che causano le aritmie sia dall'interno attraverso le vene e le arterie, come già avveniva in passato, sia dall'esterno attraverso dei piccoli tagli sul torace». 

La sala mercoledì scorso ha accolto in urgenza il primo paziente, un anziano di 94 anni affetto da scompenso cardiaco e da tempeste aritmiche, ossia da una grave aritmia cardiaca ventricolare che non riusciva a essere controllata dai farmaci. Il paziente era stato ricoverato presso la Terapia intensiva di un ospedale campano e poi trasferito in urgenza alla Mediterranea poiché necessitava di un intervento da effettuare solo in sala ibrida. Il paziente è stato operato dal team multidisciplinare della Mediterranea: Giuseppe De Martino, aritmologo, Carlo Briguori, emodinamista, e i cardiochirurghi Luigi Marino, Marco Franciulli e Tommaso Lonobile.

Il delicato intervento è durato circa tre ore, durante le quali l'équipe si è alternata al tavolo operatorio. Nonostante l'età e le precarie condizioni generali, «il paziente è stato guarito dalla sua aritmia e, dopo 3 giorni, è stato possibile dimetterlo in buone condizioni», fanno sapere i sanitari. La sala ibrida è il frutto della forte volontà di innovazione introdotta in Mediterranea dopo l'inizio della partnership col gruppo sanitario Neuromed. «Grazie alla nuova sala ibrida e al lavoro di squadra che abbiamo costruito in Mediterranea - conclude De Martino - oggi la nostra struttura si candida come punto di riferimento regionale per la cura di quei casi di aritmia e scompenso cardiaco più complessi e che prima venivano trasferiti ai principali nosocomi del Nord Italia». Ultimo aggiornamento: 17:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA